UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

Assioma: Woody Allen è un genio e io lo amo.
Constatazione: il film è noioso.
Deduzione: accettando con difficoltà il fatto che Allen abbia potuto pensare ad una storia così poco interessante con dialoghi al limite della noia cerco di trovare giustificazioni plausibili :  la sua è una critica verso lo star system del mondo cinematografico frivolo e superficiale e verso l’upper class newyorkese con un vuoto di contenuti e finti moralismi e quindi noiosa. Anche la figura del figlio prediletto che gioca all’anticonformista con i soldi del papà, sebbene ben interpretata da  Timothée Chalamet (che prima gira il film e subito dopo viene colto da improvviso rimorso), non appaga. Poco o nulla è sufficiente a difendere il film scritto con battute e scambi dialogici che sfiorano la banalità.
C’è la New York da cartolina e  c’è  la fotografia di Vittorio Storaro quella sì perfetta. Ma ti si perdona tutto Woody, ci vediamo l’anno prossimo.