CHAPEAU A GIUSEPPE CONTE. GLI ACCUSATI, CHIEDERANNO SCUSA?

DI LEONARDO CECCHI

Stavolta chapeau a Giuseppe Conte. Che in Parlamento ha appena fatto un signor discorso. Chiaro, preciso. Che fissa bene le responsabilità del populismo nelle vicende legate al MES, su cui in tanti stanno lucrando.

“Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui disinvoltura a restituire la verità e la cui resistenza a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni nel diffondere notizie allarmistiche, palesemente false sul Mes.”

Per poi aggiungere (in sintesi): “Non solo l’atto non è stato mai firmato né da parte mia, né da alcun membro di questo Governo, ma ad avviare la trattativa di modifica, poco meno di un anno fa, è stato il governo precedente da me presieduto e di cui la Lega faceva parte.”

Con calma e tranquillità Conte ha messo a tacere chi, da settimane, non sta facendo altro che insultare, offendere, fare chiasso. Persino risse nelle stesse Istituzioni.

Sarebbe bello vedere la risposta degli accusati. Ma, già lo sappiamo, la loro replica sarà la solita, trita e ritrita propaganda. Non hanno rispetto. Non chiederanno scusa. E non riconosceranno onore alle parole di Conte. Perché non ne hanno il coraggio.