PERCHÉ QUANDO SI DISCUTE DI TRATTATI INTERNAZIONALI LA CORTE COSTITUZIONALE NON VIENE COINVOLTA?

DI ROBERTO SCHENA

Non ha mai potuto discutere i trattati intenazionali
PERCHE’ LA CORTE COSTITUZIONALE NON E’ COINVOLTA?
Troppe norme Ue accettate da Roma senza un esame profondo

Gualtieri, così come il Governo e il Parlamento, deve accettare che i trattati internazionali, come il Mes, siano discussi non solo da loro ma anche dalla Corte Costituzionale, COME FA LA GERMANIA.
Da sempre, l’Italia ha firmato i trattati europei senza una vera discussione parlamentare, addirittura a Camere chiuse, come avvenne per il Trattato di Maastricht!, e senza alcun esame della Corte Costituzionale, né prima né dopo. Si tratta di una vera diminuzio ai danni del potere di controllo giudiziario: la Corte Costituzionale non discute MAI la validità dei trattati internazionali, non ha mai potuto muovere alcun rilievo, si è applicata una norma di “giurisdizione limitata” non prevista dalla Costituzione e anzi probabilmente in aperta violazione.

La Germania agisce in modo opposto. Nel 2012, quando fu decisa la struttura istituzionale del Mes ancora oggi vigente, il Bundestag approvò il trattato il 27 settembre, dopo una sentenza dell’Alta Corte che metteva rigidi paletti all’approvazione del trattato stesso. Tra i paletti, uno prevedeva perfino che la Germania non considerasse valido nessun trattato, nessuna nuova norma Ue se per la stessa non vi fosse stata l’approvazione dei parlamenti nazionali degli altri stati aderenti l’Ue. Per cui quando si parla di “Germania dominatrice” occorre prima conoscere come stanno realmente le cose. La Germania non vuole, non deve prevaricare i parlamenti nazionali.

Alcuni trattati vengono firmati dal’Italia in forma semplificata, ossia conclusi unicamente dal Governo all’atto della firma e sotto la sua esclusiva responsabilità. Accade quando nei trattati si esplica un rilevantissimo potere estero, esercitato per forza maggiore al di fuori delle previsioni costituzionali. Nei dettagli, il problema della verifica costituzionale e/o parlamentare delle norme di un trattato o del trattato stesso per intero, non è sufficientemente chiarito in Italia.

Da una parte la CC ha stabilito che i trattati internazionali ratificati non sono di per sé legge costituzionale, e che nessuna norma internazionale può contraddire la Costituzione, dall’altra non si comprende bene chi e come questa norma, se ratificata, possa essere impugnata, anche se secondo altra sentenza della CC potrebbe essere la stessa Alta Corte o anche il Parlamento o anche il Presidente della Repubblica, il che però parrebbe ben strano, poiché è l’unico cui spetti il compito di ratificare i trattati.
Ed ecco la conclusione. A furia di fare i troppo zelanti europeisti, i primi della classe in quanto a entusiasmo, ci è sfuggito il controllo della situazione, che è in mano unicamente a Berlino, solo che non sono così stupidi o neonazi da imporre leggi a un parlamento che non approva. Ma se il parlamento e le CC nemmeno discutono, è legittimo lamentarsi dello strapotere tetesko?