URLANO, GRIDANO, OFFENDONO

DI LUCA SOLDI

Urlano contro tutto. Prima verso i migranti, poi verso la politica, verso la casa Europa, verso la Chiesa, ed infine verso la vita e la bellezza. Gridano verso il nostro meridione, contro i suoi figli e subito dopo viene fuori che sono stati i loro cari di quei luoghi a guidare i destini, per decenni.
Raccontano, mentre gridano che il mondo doveva finire per gli arrivi
Scoperto di nuovo l’inganno passano ad altro.

Fomentano per gioco il ritorno del nero, dell’abisso di barbarie, ci scherzano sopra ma allo stesso tempo fan proseliti.
Tutto è odio allo stato puro, tutto fa paura.

Si professano attenti al pianeta, all’ambiente, a Madre Terra, si dicono consapevoli ma prima vogliono gettare l’ultima colata di cemento sull’ultimo fazzoletto verde.
L’ultima offesa alle intelligenze arriva dallo spettro delle “mani”che affondano a piene “mani” nei depositi bancari.
Offendono la politica e la sua sacralità che non conoscono che non apprezzano
Portano esempi ma che son figli solo del loro mondo.
Minacciano la storia e le storie

Trovano da dire che perfino il presepe è loro proprietà. Che il Natale è loro.
Dimenticano che quelle immagini, quella Festa del bene e della speranza rappresenta una famiglia un poco originale, scacciata da tutti, avvicinata solo dai miseri
Dimenticano che la Fede racconta e chiede ben altro
Che non vuol essere tirata in mezzo da questo o quello.

Conoscono solo il loro “io”, il loro smisurato ego e la sconsiderata visione del mondo che li vorrebbe al centro del pianeta.
Con tanti sudditi felici di esser schiavi