LA NATO TACE SULLA MACELLERIA DI ERDOGAN IN SIRIA

DI ALBERTO NEGRI

 

 

 

Siamo ricattati e non riusciamo a fermare la macelleria turca di Erdogan, alleato della Nato e ancora candidato all’Unione europea. Questo è il nostro vero problema. Non la digital tax sui giganti del web e le ritorsioni che promette Trump:

I colpi di mortaio dei turchi e dei loro mercenari jihadisti contro i curdi siriani non hanno pietà. A Tel Rifat, nel Nord della Siria, hanno ucciso lunedì 8 bambini e due adulti in un campo giochi. Le foto ne mostrano altri mutilati, in faccia, alle braccia, alle gambe, uno ha un piede tranciato di netto.
A Tel Rifat non ci sono postazioni militari da colpire ma la città è affollata da 25mila profughi provenienti dal cantone di Afrin occupato nel gennaio scorso dalle truppe turche e dalle milizie affiliate ad Ankara, dopo che naturalmente avevano compiuto altri massacri oltre a quelli poi perpetrati con l’offensiva di ottobre, quando gli americani hanno abbandonato i curdi al loro destino.
Siamo ricattati e non riusciamo a fermare la macelleria turca di Erdogan, alleato della Nato e ancora candidato all’Unione europea.
Questo è il nostro vero problema. Non la digital tax sui giganti del web e le ritorsioni che promette Trump: sarei pure disposto a pagare qualche cosa perché gli Stati Uniti e l’Europa imponessero sanzioni come queste alla Turchia, come del resto avevano promesso senza poi applicarle. Pagherei volentieri una “Human Tax” per bloccare questa carneficina senza giustificazioni. In realtà questa tassa la paghiamo già e si chiamerebbe Nato o Unione europea, due entità ridotte ormai a un ectoplasma monetario che dovrebbero difendere i nostri valori e invece vagolano in un sonno della ragione che genera mostri.
Stiamo perdendo la faccia di fronte a un autocrate che ci ricatta costantemente sui profughi e i foreign fighters e massacra i curdi siriani, i nostri alleati nella guerra al Califfato. Altro che festeggiare i 70 anni dell’Alleanza Atlantica. Qui c’è solo da vergognarsi.
A raccontare quello che accade non sono soltanto i curdi ma anche osservatori indipendenti come i Free Burma Rangers, un’organizzazione umanitaria cristiana, fondata in Asia negli anni’90, i cui medici sono rimasti gli unici stranieri a prestare assistenza alla popolazione. Il loro capo Dave Eubank racconta che le forze regolari turche affiancate dai jihadisti amici di Erdogan stanno bombardando i civili usando non soltanto l’artiglieria ma anche i droni fabbricati da Ankara. Un video dei Free Burma Rangers mostra un’operazione di soccorso avvenuta proprio sotto l’attacco dei droni.
Noi permettiamo a un esercito della Nato di fare stragi di civili senza fare e dire nulla. L’Alleanza Atlantica ha dei valori e li sta facendo calpestare dalla Turchia senza muovere un dito. Quando Macron afferma che la Nato è in stato di morte cerebrale dice la cruda verità.
Al vertice Nato di Londra Erdogan chiede di inserire nella lista dei terroristi le milizie curde che hanno avuto 10mila morti nella lotta all’Isis. Non solo Trump ha lasciato massacrare i curdi, ma se la prende pure con Macron perchè ha criticato il ritiro Usa nel Nord della Siria. Ora giudicate voi chi sono i veri terroristi di cui siamo complici.

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