PIANO INDUSTRIALE UNICREDIT. SEIMILA ESUBERI IN ITALIA

DI ANGELO D’ORSI

Il signore dall’aria piuttosto inquietante, raffigurato nell’immagine, è il “ceo”, ossia l’amministratore delegato, ossia il capo supremo, di Unicredit, uno dei più grandi gruppi bancari europei, quello, tra gli italiani, a maggior “vocazione internazionale”. Il signor Jean Pierre Mustier, questo è il suo nome, ha presentato il “piano industriale” per il prossimo triennio, dal quale risulta che aumenterà il “ritorno” per gli azionisti, ossia i profitti per chi ha azioni della banca, a fronte di un piano di “risanamento” che prevede la chiusura di centinaia di sportelli, ossia di filiali (ben 450), in Italia, prima di tutto, e l’eliminazione di circa 8000 “esuberi”, di cui circa 6000 in Italia. 

Esuberi, parola meravigliosa: si riferisce a ciò che il compianto Bauman chiama “scarti”. Ossia esseri umani che non vengono più considerati utili alla produzione, al profitto, alla gestione manageriale e possono essere cassati con un tratto di penna. Non sono individui, no: sono esuberi, esodati, licenziati, cassintegrati, scarti. Immondizia, in sintesi, rispetto ai ritmi, alle norme, alle leggi eterne del profitto e del mercato. “Non-persone”, di cui disfarsi, per massimizzare la rendita degli azionisti (ai quali infatti vengono annunciati succosi dividendi, in crescita) contando sulla distrazione dell’opinione pubblica, magari sul pregiudizio verso i bancari categoria “privilegiata” (ma in realtà sono lavoratori, sfruttati, sottoposti a pressioni e ricatti), sulla debolezza (o in certi casi sull’acquiescenza) del sindacato, sulla complicità degli “opinion leader” che ci fanno credere che le leggi dell’economia (e della finanza che ormai sussume in sè l’economia) sono immutabili, e che noi profani non possiamo capirle: dobbiamo soltanto obbedire e chinare la testa. 

Il signor Mustier assicura che la gestione degli esuberi e il piano di “rientro” saranno portati avanti “in modo socialmente responsabile”. Ovviamente, come è stato notato subito, saranno le aree disagiate del Paese a perdere gli sportelli bancari, tenendo conto che gli 8.000 esuberi inseriti nel nuovo “piano industriale” si aggiungerebber agli oltre 26.000 posti di lavoro tagliati a partire dal 2007. Stesso discorso per gli sportelli: ne sono stati chiusi, in questo periodo, quasi 1.400 e Mustier ne vuole chiudere altri 500.

Quando dunque avrete difficoltà a trovare uno sportello Unicredit nella vostra cittadina, o nel vostro quartiere, o quando farete lunghe code per una semplice operazione, dato che il personale della filiale è stato ridotto all’osso, almeno ora saprete il perchè. E potrete ringraziare il signor Mustier, un abile “tagliatore di teste”, emblema di questo sistema economico avido e feroce, che quando le cose vanno bene, considera le persone merce umana da spremere e sfruttare, e quando vanno male merce di scarto di cui liberarsi al più presto. In entrambe le situazioni è importante salvaguardare il guadagno dell’azionista, i lavoratori possono crepare, o togliersi in modo spiccio e indolore dai piedi. 

É il finanz-capitalismo bellezza!

 

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