A RODALLO (TORINO) NASCE LA VIA DEI POETI

 

DI FLAVIO PAGANO

In Piemonte, a Rodallo (TO), è nata un’iniziativa estremamente interessante: la Via dei poeti, e ne parliamo con l’anima della locale vita culturale, Alessandro Actis Grosso.

«Tutto nasce dal concorso letterario che teniamo da anni, dedicato ad Amilcare Solferini. Un concorso che fonde l’arte poetica e quella ceramistica, così ci è venuto naturale realizzare delle stele con incisi i versi del poeta vincitore di ciascuna edizione, e porle sulla pubblica via. Per dare concretezza alla poesia, renderla parte della realtà e della vita di tutti i giorni. Naturalmente è un privilegio per gli autori, perché questa è una terra di grandi nomi della letteratura…»

Si riferisce a Guido Gozzano?

«Al centro dell’ìniziativa c’è Solferini, uno dei massimi poeti dialettali fra ‘800 e ‘900. Ma l’aura del grande Gozzano rende più coesa tutta la comunità letteraria, di cui fanno parte fra gli altri il suo nipote diretto, Giovanni Gozzano, Giovanni Ponzetti, ed Elisa Verna, che vinse la prima edizione del concorso.»

Anche nella piazza principale ci sono delle targhe…

«Sì, circa tre anni or sono abbiamo inaugurato, in piazza Santa Croce, la serie di targhe dedicate agli Ambasciatori della Cultura».

Si riesce a fare turismo con la Cultura?

«Certo, ed è una grandissima soddisfazione. Abbiamo recuperato un antico mulino ad acqua, trasformandolo in luogo di incontri culturali. Vogliamo che intellettuali, artisti, scrittori, poeti vengano qui, vogliamo rendere reale l’immaginazione creativa. Far sì che Rodallo diventi un vero e proprio paese-libro da visitare come perdendosi fra le pagine di un romanzo…»

Le lancio un’idea: non sarebbe bello gemellarsi con altri Comuni, e provare a creare una rete di città-libro in ognuna delle quali vi sia una “via dei poeti”? Nascerebbe una comunità urbanistico-letteraria senza precedenti. E i social in questo potrebbero aiutare, basterebbe creare una pagina e lanciare l’iniziativa….

«È una bellissima proposta, e l’Italia è di sicuro il Paese giusto per realizzarla! Ci proveremo, e sono sicuro che molti aderiranno: dopo tutto, siamo un Paese di santi, navigatori e… poeti!»

A Elisa Verna, invece, prima vincitrice del Solferini e che il prossimo 8 marzo presenterà il suo nuovo libro Volevo i capelli viola, Ilmiolibro editore, abbiamo chiesto quale sia oggi il ruolo della poesia, di scrivere versi e di leggerli: «La poesia è stata abbandonata, tradita. Si studia poco, così come poco si legge. Pensiamo alla recente prova di Maturità in cui Caproni è apparso un autore quasi misconosciuto… Sarebbe essenziale ridare spazio alla poesia, perché è l’essenza della letteratura. La “via dei poeti” è un’idea geniale in questo senso, perché ribadisce la concretezza dello spirito, la forza della parola, l’ineludibile necessità del pensiero e del sentire lungo il cammino dell’esistenza, nella lotta quotidiana che tutti facciamo alla ricerca del senso della vita…»

Lei è di Agliè, dove Gozzano diventa davvero una presenza ineludibile…

«Sì, ad Agliè c’è la sua villa di famiglia, e Gozzano, attraverso le vestigia del passato che lui ha magistralmente cantato nei suoi versi, è parte della nostra identità».

Com’è essere una poetessa, oggi? Come si descriverebbe?

«Una persona inquieta. Credo che la mia poesia scaturisca proprio da questa inquietudine. Sono stata però fortunata, perché ho avuto sempre la famiglia intorno a me, che mi ha sostenuta nei momenti difficili che si devono affrontare quando la nostra sensibilità non regge più la pressione, se così si può dire, del mondo che ci circonda. Allora comprendi anche che la poesia può essere uno scudo e al tempo stesso una via di fuga che ti conduce in un giardino segreto, dove sei tu che regoli il volume… e dove i sogni hanno pari diritti del vero.»

Perché è importante leggere, secondo lei?

«La lettura e l’arte sono le uniche forma di comunicazione che lasciano una traccia profonda dentro di noi. Sono semi, che dobbiamo sapere accogliere. »

E scrivere?

«Scrivere, semplicemente, mi ha salvato la vita. Scrivere, è una forma di resurrezione».