A PROPOSITO DEI ‘CODICE DI CONDOTTA’ DA SOTTOPORRE ALLE ONG

DI LORENZO FORLANI

Pur da migliaia di km di distanza, mi tocca ancora sentir parlare di imposizioni di “codici di condotta” da sottoporre alle Ong. Si, proprio dei “codici di condotta”, proposti da Paesi che in questi anni, in termini di proporzioni rispetto a quanto hanno fatto tanti paesi in via di sviluppo, sono tragicamente mancati all’appuntamento con la storia e con la tutela minima della dignità umana, rimbalzandosi disperati, barattando garanzie costituzionali, contabilizzando sulla morte e sul dolore, e sopratutto delegando la gestione di un fenomeno epocale come le Migrazioni proprio a quelle stesse Ong, guidate da scale di priorità chiare e ineludibili, sorde ai calcoli elettorali di sciacalli sulla pelle degli ultimi. Il cervo, la renna, l’alce che dicono cornuto al delfino, al cane da soccorso. Un codice di condotta, che non sia mai ci si faccia prendere la mano, a salvare la gente. Quanto dolore, quanta tristezza, quanta vergogna.