‘LA VITA NON E’ SOGNO’, NUVOLE, CARCERE DI CAPANNE, PERUGIA

DI FRANCESCA DE CAROLIS

Alcuni brevi dialoghi da “Cosa sono le nuvole” di Pasolini, alcuni brani de “la vita è sogno” di Calderon de la Barca, il laboratorio teatrale del carcere di Perugia, le voci e i volti di persone lì detenute… e nasce “La vita non è sogno”, film di Giovanni Cioni. Ovvero, come trasformare in un sorprendente racconto, decisamente fuori dai canoni dell’ordinario, questo errore di scrittura che credo sia il carcere tutto.  Otello e Jago, impersonati da Ninetto Davoli e Totò, marionette dai volti dipinti di nero e di verde sul palcoscenico di “Che cosa sono le nuvole”, di Pasolini… virano nei volti di Antonio, Rocco, Visar, Salvatore, Osema, Kamal, Alfredo, Hichem… con tutti i colori e gli accenti del sud, il sud del mondo, tanto che quando a parlare è Maurizio, con il suo incedere toscano, pensi quasi a un errore di scrittura, come il professor Giuseppe Ferraro, che in carcere insegna filosofia, definisce i nostri errori. E solo se hai almeno una sola volta messo piede in un carcere capisci subito in quale mondo sei entrato, perché sai che il carcere, ad ogni latitudine, parla con tutti gli accenti del sud… CONTINUA SU REMOCONTRO:

‘La vita non è sogno’, Nuvole, carcere di Capanne, Perugia