ABBIAMO FATTO SQUADRA FACCIAMO 21

ABBIAMO FATTO SQUADRA, FACCIAMO 21: IN SARDEGNA UN PROGETTO PER I RAGAZZI CON SINDROME DOWN

DI CHIARA FARIGU

Abbiamo fatto squadra. Facciamo 21

Quante volte in questi ultimi anni della Sardegna abbiamo raccontato fatti ed eventi che la collocano agli ultimi posti di questo Paese. Sempre in affanno per povertà culturale oltre che materiale, maglia nera in fatto di dispersione scolastica, prima per moria di cervelli e non che varcano i confini in cerca di lavoro.

Poi ti imbatti nel progetto ‘Abbiamo fatto squadra. Facciamo 21’ e un raggio di sole torna a illuminare quella Terra bellissima seppur amara.

Il progetto ideato dall’Atletico Aipd di Oristano si prefigge di promuovere l’avviamento allo sport di persone affette dalla sindrome di Down, patologia che accomuna gli atleti del mitico Aip. Ragazzi straordinari, così li descrive il loro coach Mauro Dessì. Che da giocatori (campioni del mondo di basket C21 nel 2018) ora diventano formatori e a loro volta istruttori. Per la serie, se ce l’abbiamo fatta noi potete farcela anche voi.

In che consiste il progetto è presto detto.

Grazie ad partenariato di associazioni ed enti che condividono la passione per il basket, l’Associazione Aipd si prefigge di realizzare un’esperienza itinerante, una sorta di campo mobile dove promuovere la pallacanestro come strumento educativo e sportivo per chi, come loro, vive la medesima disabilità. Quindi giornate in quindi realtà territoriali differenti sparse lungo l’isola affinché l’attività divulgativa sia più inclusiva che mai.

Il programma è semplice e molto accattivante.

Al mattino gli atleti incontrano gli studenti negli istituti scolastici. Qui raccontano le loro storie di vita personali e sportive, un modo per rompere il ghiaccio e creare quel filing che faccia squadra.

Al pomeriggio si allestisce il campo mobile nella piazza del paese dove dare vita alla partita e parlare al contempo con la comunità raccontando il valore educativo/inclusivo del progetto.

Alla sera, mega festa con le premiazioni e i saluti dell’amministrazione ospitante.

Una storia bella. Dove passione e amore per lo sport, oltre le barriere, sono gli ingredienti che più che bella la fanno grande. Come il cuore di questi ragazzi speciali