IL MASSIMO DEI GIORNALISTI? BERTARELLI

DI GABRIELE BOJANO


Ho appena saputo che oggi all’età di 75 anni ci ha lasciati Massimo BERTARELLI, uno dei fondatori del Giornale, giornalista che ha fatto dell’ironia dissacrante la sua cifra stilistica. L’ho conosciuto negli anni in cui ho collaborato al Giornale, dal 1994 al 2000. Il primo impatto non fu dei migliori: lui, milanese fino al midollo spinale, voleva avere sempre l’ultima parola su di me che ero meridionale. E quasi sempre si trattava di una battuta, a volte anche sgradevole. Ricordo che quando telefonavo e dicevo: “Sono Bojano da Salerno”, lui mi rispondeva cordialmente: “Bojano, cazzo vuoi?” Alla lunga però diventammo quasi amici e fu lui una volta a spiegarmi che trattava così, con particolare rudezza, proprie le persone che gli erano simpatiche. Sul lavoro era una macchina da guerra, scriveva recensioni dei film e se doveva bastonare un grande regista non si faceva alcuno scrupolo: era spietato ma anche molto divertente. L’ho ritrovato nel 2011, quando ho pubblicato il mio libro “Come eliminare i giornalisti (senza finire in prima pagina)”: gliene mandai una copia sperando nella sua benevolenza. Lui non solo lo lesse, ma mi telefonò pure per farmi i complimenti e ne scrisse una recensione sul Giornale. Che conservo tra le cose più care. Grazie Massimo, mi hai dato gli anticorpi necessari per affrontare questo lavoro e la vita. Che la terra ti sia lieve 🤗