loredana bertè a verissimo

LOREDANA BERTE’ A VERISSIMO: MI SENTO IN COLPA PER LA MORTE DI MIMI’

DI CHIARA FARIGU

Loredana Bertè a Verissimo

Si commuove, a tratti piange nello studio di ‘Verissimo’. Il ricordo di quella sorella così talentuosa ma tanto sfortunata è un dolore mai sopito per Loredana Bertè.

Un ricordo intriso di tanti sensi di colpa per non aver fatto quanto avrebbe potuto fare prima di quella terribile notte del 14 maggio del ’95. Quando Mimì fu trovata morta nella sua casa di Cardano al Campo, vicino a Varese. Il suo corpo adagiato sul letto, alle orecchie le cuffie del mangianastri, il braccio teso verso un vicino apparecchio telefonico: così fu trovata dai vigili del fuoco che irruppero nel suo appartamento mandati lì dal suo manager a seguito di due giorni di irreperibilità. Chi voleva chiamare Mia?
Forse proprie lei, Loredana alla quale chiedere aiuto?

Risposte che la cantante non sa darsi.

Un groppo in gola che non va via. ‘Con Mimì è morta una parte di me’, dice alla Toffanin che le siede di fronte durante l’intervista. Aggiungendo di non perdonarsi per non aver usato il telefono ‘che lei mi aveva regalato perché restassimo in contatto’.

Mia ha avuto una vita da infermo, racconta Loredana.

A cominciare da un’infanzia segnata dalle litigate violentissime dei genitori e dai tanti troppi niente. Niente feste di compleanni, niente regali, niente vacanze, niente abbracci. I soldi erano pochi, le rinunce tante. ‘A 15 anni ce ne siamo andate da casa’.
I primi passi della sua carriera artistica cominciano allora. Un timbro vocale particolarissimo, un graffiato unico e inconfondibile, una grinta incontenibile a mascherare le sue tante fragilità faranno il resto.

Una carriera artistica segnata da alti e bassi.

Etichettata come iettatrice da un mancato impresario, si allontanò per diversi anni dalle scene. Annientata nel fisico e ancor più nell’anima da una stigma senza eguali.

Mia ha conosciuto anche il carcere, ricorda Loredana. A causa di uno spinello che le avevano messo in tasca. ‘Due anni di carcere a Tempio Pausania. Quando ‘ stata liberata, prima del processo, l’abbiamo nascosta in una soffitta per un anno’.

Un’intervista cruda. Molto sofferta.

Che però non è piaciuta a Olivia, la terza sorella Bertè che le risponde con un post velenoso sul suo profilo Facebook. ‘Mia non voleva sentirti e non voleva darti il suo numero di telefono. Basta bugie e basta fare la vedova inconsolabile, è meglio per te se non dico altro’, le intima via social. Aggiungendo che ‘Mia è stata in carcere quattro mesi e non due anni e soprattutto una volta rientrata a casa (un attico privo di soffitte) non ha mai avuto problemi con la giustizia, essendo stata scagionata a seguito di un regolare processo che l’ha prosciolta dall’accusa di spaccio per cui era stata ingiustamente arrestata’.

Perché gettare ombre anziché fare luce? Perché non parlare dell’arte dell’arte e delle tante cose belle e positive della nostra amata sorella e basta? A chi giova tutto questo? All’audience di programmi generalisti cui poco interessa salvaguardare la nostra intimità? Anzi… e mi fermo qua. Loredana, di certo non giova all’immagine di Mimì e se ci rifletti neanche alla tua, conclude Olivia

Una morte, quella di Mia Martini, che ha lasciato un grande vuoto. Che continua a far discutere, anche in casa casa Bertè

loredana bertè a verissimo