“CHE CI FACCIO QUI”. COME UN REGALO, LE NUOVE STORIE DI DOMENICO IANNACONE

DI RENATA BUONAIUTO

Domenico Iannacone è tornato sul piccolo schermo con “Che ci faccio qui“.

Lo aspettavo da un po’, mi sentivo come quando da bambina attendevo che arrivasse la vigilia di Natale, per poter scartare i pacchi che per settimane avevo scrutato da lontano,senza sfiorarli per non perdere il piacere della sorpresa. Con i suoi programmi provo le stesse sensazioni, la stessa emozione.

Sò che toccherà corde sensibili, che affronterà tematiche difficili, dolorose talvolta scomode ma sò anche che lo farà con quella delicatezza, profondità ed attenzione che solo lui possiede. Le storie scivolano lente, consentendo ad ognuno di assaporarne le diverse chiavi di lettura. Le parole restano sospese quel tempo giusto mai forzato, mai scenico. Così anche le immagini sono dilatate e lievi, ma mai curiose, mai indiscrete.

Non si esalta il dolore, non si sottolinea la rabbia, ma tutto affiora dolcemente. Domenico rimane un passo indietro, lascia che lo spazio parli per lui, ogni tanto lancia un piccolo sasso, nel mare delle emozioni e lascia che le vibrazioni dell’anima raggiungano anche lo spettatore più distratto. La sua televisione, viaggia su canali a molti sconosciuti, il suo giornalismo racconta, scava, informa con intensità e professionalità ma senza accendere fari abbaglianti, senza assordarci con suoni e versi ridondanti.

Quando una puntata volge al termine, si resta in religioso silenzio, non c’è giudizio non c’è commento, ma solo la consapevolezza di aver ricevuto un dono, da un ignaro protagonista che accompagnato per mano, ha aperto la sua anima a tutti noi.

Resta solo una domanda: “ Domenico, quando lasci quella mano cosa prova la tua anima?”
Mi resta il caldo addosso di chi ho incontrato. A volte mi porto dietro gli sguardi. A volte anche gli odori. Tutto mi rimane sulla pelle per mesi, anni e certe volte non va più via.”