STORIA DI SHERLEY MORTA NELLO SCONTRO TRA UN CAMION E UN FILOBUS

DI ELISABETTA ANDREIS

Di tre sorelle, sono rimaste in due. Nello scontro tra un camion e un filobus è morta Sherley, 49 anni, ex magazziniera, ora baby sitter filippina. Mi appariva storia tragica simile a tante altre. Ma quando alle persone ti avvicini, le vite degli altri ti entrano dentro.
A volte lasciano una traccia.
“Era la più piccola di tutta la famiglia (…) e la più saggia. Perchè riusciva a essere felice col poco che aveva”.

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Campeggia una vecchia cyclette, in mezzo al minuscolo bilocale in zona San Siro. L’unico oggetto non essenziale di tutta la casa. “Sherley era riuscita a comprarla dopo anni di risparmi. A tavola non voleva sentire parlare di diete ma ogni mattina all’alba, prima del lavoro, si metteva a pedalare forte, fortissimo. Cantava. Nelle vene le scorreva la vita. Forse quel rito di inizio giornata le ricordava anche le Filippine: da piccole ci andavamo sempre, in bici …”.
Nella stanza buia due sorelle si abbracciano. La terza non c’è più: “Ci ripeteva ‘Se non puoi cambiare le cose, accettale’. E noi cerchiamo di farlo adesso, in questo dolore atroce, per farle vedere che abbiamo imparato. Era la più piccola della famiglia, ma anche la più saggia. perchè riusciva ad essere felice, con il poco che aveva”.
Una delle due, Milagros, 57 anni, vive lì nella casa con amici e fino a sabato, con loro, c’era anche Sherley, morta tragicamente nello scontro tra un filobus e un camion. L’altra sorella, Violeta, 59 anni, è arrivata da Bologna appena saputa la notizia. In famiglia ci sono anche due fratelli: Rodolfo è appena ripartito per Messina perché al lavoro ha potuto chiedere solo due giorni di ferie, Edwin non riesce a sostenere i costi dell’aereo dalle Filippine. Si stringono tra loro quindi, e raccontano. Sherley era arrivata in Italia nel 2007, dopo essersi separata dal marito. All’inizio in Sicilia, poi a Milano. Ha iniziato come magazziniere in una ditta a Precotto. “Aveva tutti colleghi maschi ma non si intimidiva. Era travolgente, energica, solare. Non si lamentava mai, neanche con quel lavoro durissimo”. Poi l’avventura da babysitter, con due bambine che ha cresciuto e ormai considerava quasi nipoti. “Covava un sogno, portare in Italia sua figlia Angie, che ha 26 anni. Eppure, per il suo bene, ha fatto l’esatto contrario – continua Violeta in ottimo italiano -. Le ha comprato un monolocale a Manila un mutuo che stava ancora pagando, per farla studiare. Si inorgogliva dei voti, del fatto che avesse iniziato anche a lavorare e facesse volontariato”. La ragazza arriva in queste ore a Milano, dopo un volo infinito con diversi scali. Dal 2007 era venuta in Italia solo una volta e la mamma non la vedeva da quasi due anni, anche se via Facetime si sentivano tutte le sere. Si somigliavano tantissimo. Due gocce d’acqua. “Al computer le raccomandava sempre di contare sulle sue forze. Le insegnava ad essere umile ma ambiziosa e resistente. Le ripeteva che le donne sono per natura coraggiose e non doveva spaventarsi se stava da sola”, lontana anche dal papà. L’ex marito di Sherley per il funerale nelle Filippine, che dura diversi giorni, prenderà un terreno nel posto più bello e tantissimi fiori. Disperato è il compagno Cristian, conosciuto via Facebook e inseparabile da quasi quattro anni. Abita a Soresina (Crema), fa l’operaio. Si vedevano tutti i week end e ogni altra volta possibile: “Io sono un tipo solitario, lei mi ha insegnato a vivere”, si commuove. Ha nominato un avvocato “per avere giustizia”. Da quanto è emerso il camion stava impegnando l’incrocio regolarmente, col semaforo era verde, mentre il conducente del filobus che avrebbe dovuto fermarsi ha proseguito causando l’incidente. Donati gli organi, domani ci sarà l’autopsia. Il funerale non sarà venerdì ma sabato, invece: “Per permettere di venire a tutti quelli che lavorano, visto che anche in ospedale sono arrivate decine di persone, tantissime”. Atm e il Comune hanno garantito che parteciperanno alle spese, anche a quelle dell’eventuale trasferimento della salma nelle Filippine. “La vestiremo nella bara coloratissima, con una minigonna o un vestito lunghissimo, a lei non piacevano le mezze misure – si sforzano di sorridere le sorelle -. A Natale avrebbe cucinato bene come sapeva fare lei e avremmo aperto la porta del pianerottolo, per chiunque voleva entrare”. E ancora: “Con nostra mamma, che ha 81 anni e vive in un paese delle Filippine, cantava in video chat, le faceva vedere come si balla la zumba. Le diceva che la vita è breve per tutti, per metterle allegria”. eppure la sua è stata troppo, troppo corta.