LE ISOLE DELLA THAILANDIA DA RAGGIUNGERE SE ODI LA FOLLA

DI FRANCESCA SPANÒ

 

La Thailandia non conosce crisi e il turismo è sempre una certezza, per la varietà di paesaggi e tradizioni e l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Tuttavia, le isole più famose dell’amatissima destinazione stanno cedendo sotto il peso degli arrivi di massa, tanto che in qualche caso, sono persino state chiuse spiagge o limitato l’accesso ai siti. La soluzione allora qual è? Quella di scoprire le decine di tratti di terra emersa altrettanto paradisiaci e molto meno noti e frequentati che di certo non mancano. Tra ecoturismo e, a volte, energia elettrica inesistente, ecco dove trovare l’avventura indimenticabile e insolita.

In cerca di isole solitarie in Thailandia

Unico avvertimento, spostandosi dalle mete dai nomi famosi, nulla deve essere dato per scontato. Se cercate bancomat, discoteche, internet e acqua calda informatevi prima. Più facile ritrovarsi rilassati su un’amaca di fronte a un piccolo bar in legno che saltare in pista tra locali e aperitivi. E mai dimenticare una torcia per sicurezza.

  • Koh Mak: si trova vicino a Koh Chang, nel Golfo orientale del Paese e a farla da padrone sono poche famiglie di origine cinese – thailandese che giunsero nel XIX secolo in quest’isola a forma di stella. Tra coltivazioni di ananas e sabbia rosata, si trovano intimi resort dove trascorrere ore felici.
  • Koh Phaluai: l’isola più grande del Parco Nazionale di Mu Ko Ang Thong Marine Park, sembra essere rimasta ferma agli anni Settanta. Sorge a 15 miglia a ovest di Samui e nel sud delle sue foreste tropicali, si trovano diversi resort e bungalow che offrono la possibilità di organizzare una crociera sulla meravigliosa spiaggia di Song Phi Nong, dove è possibile campeggiare.
  • Koh Phra Thong: viene anche detta Golden Buddha Island, dall’immagine in oro massiccio sepolta sotto le bianche dune interne o le vuote spiagge dorate. Qui si può oziare tra lidi di sabbia chiara o pedalare verso l’interno della savana e, ancora, osservare il plancton bioluminescente che luccica sotto le stelle. E poi c’è l’indimenticabile Golden Buddha Beach Resort che affitta case private direttamente sulla spiaggia, mentre per i viaggiatori zaino in spalla e sacco a pelo l’indirizzo giusto è il Mr.Chuoi Hut.
  • Koh Mook: per visitare gli splendidi dintorni la “Pearl Island” della provincia di Trang è una base di prim’ordine, con numerosi spiagge e sentieri nella giungla. Che dire poi di Tham Morakot, o “Grotta dello Smeraldo”, una fessura alla base di una scogliera calcarea che conduce ad un passaggio oscuro del mare. Qualche centinaio di metri più in là, ecco una spiaggia circondata da calcare verticale tanto ripido da essere attraversato dalle scimmie.
  • Koh Bulon: questo è il luogo giusto per gustare piatti di pesce tailandese tra strutture familiari e proposte freschissime. L’energia solare la fa da padrone e le giornate si dividono tra snorkeling, kayak o un’amaca dove lasciarsi dondolare sotto i raggi del sole.

©TravelGlobe RIPRODUZIONE RISERVATA 24/10/19