RICORDANDO MARIO LOVERGINE

DI GIOVANNI BOGANI

Mi dicono che se ne è andato Mario Lovergine. Artista bravo, uomo ironico, un frammento del ’68 che voleva davvero immaginare, creare, poetare, raccontare in mille modi la parola libertà.

Gli avevo chiesto di farmi una L. per il mio primo romanzo. La misi nella copertina: è la lettera più bella che abbia mai visto. L, come libertà, la sua. Come Libera, protagonista di quel racconto, che poi ha vissuto di vita propria, per anni.

Mario, spero che tu sia in qualche posto bello, con tanta carta per disegnare, tante immagini nuove, che noi non sapremmo nemmeno concepire, davanti ai tuoi occhi.