MARCO, FABO E IL CORAGGIO DI SCRIVERE LE REGOLE

DI GIULIO CAVALLI

Tutti in piedi a applaudire Marco Cappato che ieri è stato assolto per avere liberato Dj Fabo da una morte che gli era caduta addosso molto prima di essere burocraticamente certificata. E tutti a dire che bravo Cappato, per fortuna c’è Cappato, e tutte quelle belle frasi che servono per esprimere solidarietà gratis, quando viene facile facile.

Eppure Marco Cappato non è solo stato assolto ma soprattutto ha deciso di riscrivere delle regole che riteneva ingiuste prendendosi tutte le responsabilità legali e costringendo la politica a farsi carico delle responsabilità politiche. In un Paese in cui tutti i potenti cercano di schivare i processi, si ingegnano per promettere di cambiare le regole ma poi ci spiegano che non ci sono riusciti oppure si dicono sempre pronti a sacrificarsi per la patria e poi cercano di sgaiattolare il prima possibile.

La lezione di Cappato, di Fabo e della sua famiglia sta tutta nell’affrontare ciò che si ritiene ingiusto prendendosi il vento in faccia, guardando il futuro dritto negli occhi e combattendo per ciò che si ritiene giusto. La frase combattendo per ciò che si ritiene giusto è una frase annacquata dall’essere usata troppo e malamente ma quando accade per davvero mette i brividi.

E alla fine a vincere sono i diritti in mezzo a tutte le parole e viene così facile valutare le stature dei protagonisti che vincono e di quelli che continuano a stare fermi e, al massimo, applaudire.

I diritti aumentano se si svolgono con onore i propri doveri: questa è la lezione.

Marco, Fabo e il coraggio di scrivere le regole