SCOPRI I SITI ARCHEOLOGICI DI ALGHERO E DINTORNI DOVE STORIA SPIRITUALITÀ E NATURA S’INCONTRANO

SCOPRI I SITI ARCHEOLOGICI DI ALGHERO E DINTORNI DOVE STORIA SPIRITUALITÀ E NATURA S’INCONTRANO

La città diAlghero, in provincia di Sassari, si trova nel nord-ovest dellaSardegnaed è famosa per il centro storico circondato da mura e bastioni, per i tramonti, il mare e le spiagge. Ma ancora pochi sanno che i dintorni della città offrono incredibili testimonianze dellaciviltà nuragica e pre-nuragica, risalenti alperiodo neolitico e pre-neolitico. Visitando isiti archeologici di Algheroci si immerge in un viaggio nel tempo, tra leggende di fate e grotte misteriose, necropoli, colonie romane e nuraghi (simbolo della Sardegna) unici al mondo. Purtroppo molti deisiti archeologici di Algherosono ancora poco conosciuti, alcuni poco segnalati e spesso mancano i fondi per proseguire gli scavi. Ma sono proprio questi luoghi dell’entroterra dove si trova il cuore pulsante dellaSardegna, dove si percepisce la sacralità, l’energia e il rapporto che legava le antiche civiltà con laMadre Terra. L’aeroporto diAlgherosi sta impegnando, in questo senso, proprio per aumentare la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico, architettonico e storico-artistico di Alghero. Per comprendere meglio isiti archeologicidi Alghero, è necessario parlare della leggenda delleDomus de Janas(casa delle fate). Le Janas sono creature fiabesche della tradizione popolare sarda, un po’ fate e un po’ streghe, che secondo la leggenda uscivano dalle grotte solo di notte, cantavano e tessevano filigrana d’oro. I nostri antenati credevano che queste misteriose grotte fossero abitate dalle Janas. Ovviamente ledomusaltro non erano che grotte funerarie scavate nella roccia, da varie culture, più di 5000 anni fa. I defunti venivano messi in queste caverne per riunire la loro anima allaMadre Terra. Queste civiltà avevano il culto dei morti, e le divinità che veneravano provenivano dalla terra e dalla natura. Ad esempio, il Bue e il Toro rappresentavano virilità, mentre la Luna era la “Dea Madre”. Normalmente ledomussono costituite dall’anti-cella e dalla cella maggiore, dove avvenivano le cerimonie magico-religiose per onorare i defunti. Le cellette successive servivano esclusivamente per le tumulazioni. In diverse tombe si trovano elementi che confermano il loro carattere sacro: coppelle, pittura rossa, false porte ed elementi decorativi come le corna di toro. Nelledomussono riprodotti gli elementi di un’abitazione (porte, focolari, decorazioni) proprio per accompagnare i defunti nell’altra vita, nell’aldilà. Ilsito archeologico pre-nuragico di Santu Pedru, scoperto nel 1959 dall’archeologo Ercole Contu, è costituito da 10 ipogei (architetture sotterranee, di cui solo una è ad oggi visitabile). LaTomba dei Vasi Tetrapodi, o a quattro piedi, è impressionante per la sua complessità e solennità. Per accedervi, si passa per un corridoio monumentale scoperto (dromos), che porta ad un’anticamera. Per arrivare nella camera principale bisogna attraversare una piccola e stretta porta di accesso, con i gradini in pietra che aiutano il passaggio (ci vuole comunque un po’ di agilità e facilità nei movimenti). Dalla camera principale si vedono le celle funerarie, dipinte di ocra rossa al loro interno, dove posizionavano i corpi dei defunti. Nella stanza principale ci sono due pilastri (solo estetici), i resti di un finto focolaio e una falsa porta che tracciava il limite tra mondo dei vivi e mondo dei morti. Santu Pedru è visitabile, per ora, solo su prenotazione. LaNecropoli di Anghelu Ruju, scoperta nel 1903 per puro caso, è il complesso di grotte artificiali più grande del nord della Regione e la seconda necropoli adomuspiù grande della Sardegna. In totale ci sono ben38 tombe,realizzate tra il 3500 a.C e il 1800 a.C. Essendo scavate nella roccia arenaria, molto friabile, alcune di loro sono senza tetto, quindi senza riparo e soggette alle intemperie, all’erosione del vento e del sale. Tra queste 38 tombe, ci sono sia domus “a pozzo” che “a dromos” (con entrata diretta e con corridoio). Alcune sono di dimensioni monumentali e le caratteristiche si ripetono: gradini all’entrata, coppelle, incisioni di corna di toro e pareti dipinte di ocra rossa. I ritrovamenti più antichi potrebbero risalire allaCultura Ozieri. In questo sito è presente un percorso di visita con pannelli didattici in più lingue ed è aperto al pubblico. Iltempio di Monte d’Accoddisi trova nei pressi di Porto Torres (Sassari), a pochi chilometri da Alghero. Questotempio-altarerisale al periodo pre-nuragico ed è la sovrapposizione di due fasi storiche: quella del “tempio rosso” nel Neolitico (3500-2900 a.C.) e quella del “tempio a gradoni” nell’ Eneolitico (2700 a.C.). Ai piedi dell’altare si notano due grandi massi di pietra a forma sferica (raffiguranti il sole e la luna), un menhir alto quattro metri e mezzo, e una lastra di pietra, probabilmente usata per riti sacrificali.Il santuario che vediamo oggi ricorda molto le ziqqurat: non c’è conferma diretta, ma è evidente la somiglianza con i templi mesopotamici e con il credo dell’unione tra cielo e terra. Intorno all’altare sono state rinvenute ceramiche e reperti vari, a conferma che ci fosse un villaggio intorno al santuario.Il sito è presidiato e aperto al pubblico. Il parco archeologico diNuraghe Appiusi trova nell’entroterra diAlghero, a pochi chilometri da Villanova Monteleone. La strada per raggiungereNuraghe Appiuattraversa boschi di querce da sughero e paesaggi mozzafiato tra montagna e mare. Il sito archeologico comprende, ai piedi del Monte Cuccu, un nuraghe complesso trilobato, crollato esternamente ma con tre stanze intatte al suo interno. Tutt’intorno sorgeva un villaggio di circa 200 capanne, un nuraghe mono torre, una tomba di giganti e due dolmen. Sono stati ritrovati vari reperti tra cui giare, pietre per affilare, mortai, macine e tegami. Probabilmente venivano praticate anche forme di culto. Il miglior modo per visitare questo complesso è di prenotare un’escursione conNaturalghero, che organizza gite in fuoristrada con guide e interpreti ambientali molto preparate. LaColonia romana di Turris Libisonissi trova aPorto Torres, in provincia di Sassari e a breve distanza da Alghero.Turris Libisonisè stata fondata nel 46 a.C. su volere di Giulio Cesare, grazie alla sua posizione strategica. Nella città romana sono presenti le Terme Centrali, la Domus di Orfeo, le Terme Maetzke, la Domus dei Mosaici, il Peristilio Pallottino e le Terme Pallottino. Durante la visita è possibile vedere i resti dei tre impianti termali di cui era dotata la città con le sue vasche (frigidarium, tepidarium e calidarium), i mosaici e le colonne.Nell’Antiquarium Turritano, è possibile visionare numerosi reperti di ceramica, statue di marmo e mosaici, tutti rinvenuti nella Colonia romana adiacente. Il museo è momentaneamente chiuso per restauri, riaprirà, presumibilmente, ad inizio anno (2020).