PIOMBINO E LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO

DI FABIO BALDASSARRI

Un mio post che Facebook ha voluto ricordare come ogni tanto usa, risale al 10 gennaio 2018 e l’avevo scritto per mettere sull’avviso i miei concittadini circa quanto stava avvenendo. Testualmente: “Leggo stamani su Il Tirreno alcune dichiarazioni attribuite a Calenda, ma non vedo perché dovremmo contare su quello che dicono lui o la Bellanova più di quanto potemmo contare su Vincenti o su Nardi che sono passati inossidabili attraverso tutti i governi che si sono occupati del caso [il caso, naturalmente, è quello delle acciaierie di Piombino ex Ilva ed ex Lucchini spa, ndr]. Dopo anni e anni – e per Nardi dopo i ricchi emolumenti commissariali riscossi – siamo a punto e a capo. E qualsiasi cosa venga detta adesso, mi pare ci voglia poco per capire che lo scopo sarà, da qui al 4 marzo, di carattere prevalentemente elettoralistico.”

Durante la XII Legislatura vi era stato, difatti, un inutile e farsesco balletto di possibili acquirenti dell’antico complesso siderurgico, ma l’altoforno dell’unica fabbrica italiana che produce rotaie – con l’immarcescibile Nardi commissario straordinario e il sottosegretario Vincenti al tavolo di ogni trattativa – era stato spento definitivamente; non si colava più e rimanevano solo i laminatoi. Alla ministra competente (si fa per dire…) Guidi, era subentrato nel 2016 Calenda e come sottosegretaria nel governo Gentiloni si era occupata della questione la Bellanova. Per dirla tutta su questi personaggi, adesso Calenda (eletto nell’Europarlamento con la tessera del Pd) ha fondato il risibile  movimento “Azione”, e la Bellanova (entrata addirittura nel governo Conte II) subito dopo si è accompagnata a Renzi nell’avventura di “Italia viva”.

Ce n’è ben donde per dire che con questa gente si conclude la parabola che porta il Pd alla sconfitta nel marzo del 2018. E a Piombino, dove si vota nel 2019, alla sconfitta delle comunali dopo 75 anni di governo delle sinistre. La città è difatti finita nelle mani del cen-dx cui aderiscono pezzi disorientati della ex sinistra-sinistra e altri personaggi ammaliati dall’ipotesi del cambiamento. Tuttavia ci è voluto poco, vista l’incapacità a gestire temi complessi, a capire che nulla col cen-dx sarebbe cambiato in meglio. Anzi! Ho letto ieri (Il Tirreno, p. III della cronaca locale) un articolo intitolato “Ferrari e Nigro incontreranno Camping Cig ma non i sindacati”. Da notare che Camping Cig non è altro che uno dei tanti  gruppuscoli sparsi per l’Italia che di quando in quando si impegnano più contro le organizzazioni sindacali dei lavoratori che nei confronti di chi degli stessi lavoratori è la controparte.

La cosa a me sembra particolarmente grave, e pare impossibile che chi di dovere non ne colga adeguatamente il segno. Significa che il Ferrari (un sindaco in quota Fratelli d’Italia) e la Nigro (un assessore al lavoro proveniente dall’Ugl) escludono, almeno in partenza, Cgil, Cisl e Uil mentre, ben volentieri, incontrano altri tra cui (oltre a Camping Cig di cui sopra) il solito Nardi  e, ovviamente, il top management versione Jsw delle acciaierie di Piombino. Inoltre, mentre a partire da queste premesse dicono di voler tornare a un tavolo col governo per decidere sul futuro della siderurgia locale, inducono i cittadini-elettori a baloccarsi con la vicenda di una discarica che pure nasce dalla crisi economica e finanziaria della società che la gestiva, l’Asiu, ma serve ancora come il pane per dare risposta alle esigenze di bonifica della zona industriale.

La dimostrazione della demagogia con cui il cen-dx affronta questi temi, se ci pensate, è insita proprio nella problematica della discarica. Respingono il nuovo piano industriale della società che adesso gestisce l’impianto, Rimateria, sebbene approvato dal Cda di cui è presidente un loro sodale leghista: certo Pellati. Strano no? Meno strano se si considera che l’aria che si respira a Piombino più che quella maleodorante di una discarica in corso di sistemazione, è ancora l’aria mefitica della manfrina elettoralistica in vista delle consultazioni regionali. Il risultato concreto, cioè, consiste nel fatto che è rimasto in piedi il vecchio piano dando l’impressione, però, che avvenga controvoglia viste le prescrizioni del Nurv fatte proprie dall’organo di governo della Regione Toscana che consentiranno, se esaudite, l’autorizzazione.

Sinceramente di questo infinito teatro siamo in tanti ad essere stufi. Ma io sono un vecchio sindaco di Piombino (esperienza conclusa ben 25 anni fa) e capisco che dovrebbero essere altri, della sinistra, a dare una chiara sterzata alla politica locale perché anche se stai all’opposizione non hai certo minori doveri nei confronti del tuo comune e dei tuoi elettori. E se nell’assolverli sei timido o reticente, è un problema per la città, per i comuni contermini e per i lavoratori… persino per quegli operatori che ti hanno lasciato illudendosi ed illudendo che per evitare un impoverimento economico complessivo, compresi i commerci, ci fossero soluzioni alternative a misura della città senza l’apporto di una seria politica industriale. Ecco, allora, la risposta al perché uno come me di parlare di ‘sta roba non riesce a fare a meno, ma ne parla malvolentieri: per non infierire.

Altre cose, del resto, succedono nel mondo e ci riguardano. Spirano venti di guerra, eppure a Piombino (che ha sempre avuto il merito di battersi ad alta voce per la pace e la democrazia) non si sente volare una mosca. La crisi non è più solo quella dell’industria locale. La crisi, non affrontata con la forza e il coraggio dovuti, oltre ad accrescere l’impoverimento economico produce una depressione che è innanzitutto culturale ed emotiva.

P.S.: ho appena saputo che giovedì prossimo 16 gennaio al ministero dello Sviluppo economico è fissato l’incontro del Gruppo di coordinamento e controllo per l’attuazione del programma di rilancio dell’area di Piombino, a cui parteciperanno Regione, Comune e ministeri dell’Ambiente e delle infrastrutture. Nella stessa giornata, il governatore Enrico Rossi incontrerà a Roma le segreterie provinciali Fim, Fiom, Uilm e le rsu Jsw e Piombino logistics. La richiesta d’incontro da parte dei sindacati era stata avanzata ieri mattina, e a stretto giro di posta Rossi ha fissato l’appuntamento. Qualcuno, che ha a cuore il mondo del lavoro, sembra che abbia ancora la testa sulle spalle.