SORRENTINO SFOTTE PAPA FRANCESCO A RITMO DI TAMMURRIATA

DI MICHELE ANSELMI

SORRENTINO SFOTTE PAPA FRANCESCO A RITMO DI TAMMURRIATA
“THE NEW POPE”: IL CAZZEGGIO DELLA PRIMA PUNTATA SU SKY

“La stampa di sinistra non ne ha mai azzeccata una, per questo ha perso appeal anche nelle case di riposo”. Che cosa significa? Nulla. Oppure: “Dio è emotivo”. E ancora: “C’è bisogno anche di topi come me per preparare il terreno della santità”. Sono le frasi a effetto che piacciono tanto a Paolo Sorrentino e ai suoi sceneggiatori Umberto Contarello e Stefano Bises.
Ieri ho scritto qui su Facebook della seconda e settima puntata di “The New Pope”, che erano stano presentate in anteprima alla Mostra di Venezia, lo scorso settembre, a mo’ di antipasto-evento. Non sorprende che Sky abbia saltato la prima, andata in onda stasera. Il post-moderno ridotto a post-nulla, tra le solite croci al neon, le novizie lascive in tanga e reggiseno con sottoveste trasparente, qualche contaminazione finto-scandalosa, come l’inizio rituale del Conclave con sotto, per contrasto, una pagana “tammurriata” napoletana.
Forte di un prestigio internazionale che lo sta per portare a Hollywood dove girerà un film con Jennifer Lawrence, Sorrentino ormai non solo si cita e monumentalizza, ma sfotte anche chi l’ha sfotticchiato, in particolare Crozza; sicché mette nella prima puntata di “The New Pope” una giovane suora che si masturba dopo aver lavato il corpo ignudo di papa Jude Law, una suora nana che impartisce ordini, una suora che fuma (manca solo quella che gioca a pallone). Strizzatine d’occhio, certo, per la serie: “Posso permettermi tutto”.
Naturalmente non bisogna prendere sul serio “The New Pope”, nonostante le alate dichiarazioni rilasciate dal regista napoletano, del tipo: “Esploro l’ambizione di due grandi Papi. Essere dimenticati. Veri servi di Dio, hanno bisogno di sbiadire per lasciar fiorire brillare il nitore della fede, l’utopia della purezza”. Ma anche il cazzeggio, sia pure costoso e smaltato, rifinito e visionario, dovrebbe custodire una piccola verità, un nucleo di pensiero, un barlume di spiritualità, se non altro perché si parla di Papi.
Invece che succede nella prima puntata delle nove previste? Il luciferino e andreottiano Voiello, cioè il segretario di Stato col vistoso porro nero sulla guancia incarnato da Silvio Orlando, trama per diventare pontefice al posto di papa Pio XIII da nove mesi in coma. Ma anche Voiello ha i suoi avversari tra i porporati, sicché, pur di evitare la vittoria del rivale e favorito Hernandez, che è somaticamente tale e quale a lui ma senza porro, farà convergere i suoi voti sull’incapace e innocuo Vigliotti, in modo da poterlo poi manovrare facilmente. Se non fosse che il goffo cardinale napoletano, una volta asceso al Soglio papale, ci prende subito gusto, trasformandosi in una parodia dell’attuale papa Bergoglio, infatti si fa chiamare Francesco II.
Protetto da una squadra di pretoriani in saio francescano, il nuovo pontefice si aggira in sandali e crocifisso di legno, dorme per terra, apre le porte ai poveri e agli immigrati, sequestra anelli e preziosi ai cardinali, medita di liquidare la Banca vaticana. Può durare? No, infatti gli viene subito un coccolone sospetto dopo aver ingerito una pillola. Il nuovo Papa bisognerà andare a trovarlo in Inghilterra, nella persona del dandy, malinconico e facoltoso John Malkovich, introdotto dalle note di “All Along the Watchtower” (non nella versione di Dylan o Hendrix).
Sorrentino ha i suoi estimatori “ultras”, e certo l’uomo è intelligente, anche nell’amministrare il potere commerciale piovutogli addosso con l’Oscar per “La grande bellezza”. A mio modesto parere l’ultima cosa bella che ha fatto.

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