UN PEZZO DI TERRA COME REGALO DOPO LA LAUREA. PER COSTRUIRE IL FUTURO

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

Un Paese di cervelli in fuga il nostro, la disattenzione nei riguardi dei giovani che diventa attenzione solo quando e per, ritenerli superficiali e pressapochisti ma le cose stanno davvero in questo modo? Forse qualcuno disilluso dalla condizione sociale e politica in cui si ritrova a vivere in Italia dopo gli studi, va a cercare “fortuna” altrove, prendendo le distanze dal suo paese di origine. Ma altri non si danno per vinti ed è così che Roberto Carbone un 24enne di Catania, come regalo di laurea ha deciso di chiedere ai suoi genitori un pezzo di terra. Avrebbe potuto chiedere cose magari di valore maggiore, decidere di viaggiare per concedersi un po’ di svago, oppure un auto di grossa cilindrata per scorrazzare lungo le strade della sua Catania ma le cose non sono andate così. Una volta concluso il suo percorso di studio ed essersi laureato in Scienze e tecnologie alimentari ha deciso che proprio attraverso la terra avrebbe potuto iniziare a lavorare per inseguire il sogno di diventare imprenditore agricolo coltivando quel pezzetto di terra. Lo spunto lo ha fornito l’esempio di suo nonno, che a Nicolosi coltivava la terra per produrre vino. Coscienzioso però Roberto, si è reso conto di non avere le sufficienti conoscenze per cimentarsi con questo tipo di coltivazione oltre al fatto che la stessa avrebbe richiesto un investimento economico di gran lunga superiore per i suoi genitori. Ha riversato così il suo intento dando inizio alla coltivazione di spezie ed erbe aromatiche.

E’ nata così la sua azienda, sita all’interno del Parco dell’Etna. L’azienda che risponde al nome di SARL, ed è situata ad un’altezza di 700 metri dal livello del mare, nel mese di maggio, avvia la raccolta delle erbe, che vengono successivamente imbustate, dopo essere state lavorate. Un lavoro svolto con la massima cura e delicatezza e prevalentemente a mano, che impegna sua mamma. Nel terreno di Roberto si possono trovare: rosmarino, peperoncini, lavanda, elicriso, origano e zafferano che non vengono utilizzati solo in cucina come aromi ma anche per realizzare particolari confetture e marmellate. Una scelta, quella di Roberto, che rende sua madre orgogliosa pur se fuori tendenza, anzi forse proprio per questa motivazione. Qualcosa che pochi decenni fa avveniva spontaneamente,infatti, chi possedeva un pezzetto di terra, impiegava i figli quando non l’intera famiglia nella sua coltivazione. A fare la differenza era il fatto che i giovani che potevano concedersi di proseguire con lo studio, erano pochissimi.

Chi arrivava alla laurea ancora meno e appariva come qualcosa di non ben visto il farlo “abbassare” verso la terra, piuttosto che spronarlo alla ricerca di un lavoro ben retribuito, svolto in un luogo riparato che fosse portatore di benessere, che andava però a cozzare con la libertà di godersi panorami mozzafiato, il calore del sole che scaldava la pelle, ed il vento che regalava carezze a volte anche tenaci. Roberto oltre a possedere doti imprenditoriali, possiede anche quell’amore per la natura ed il territorio, nonché per la sua salvaguardia. Una scelta coraggiosa che avviene in un momento in cui è sempre maggiore la distruzione del territorio che continua ad essere visto come una risorsa infinita, senza rendersi conto che non è propriamente così. L’ambizione di Roberto è quella di far conoscere i suoi prodotti all’estero, dove, sicuramente saranno apprezzati. In questo modo il giovane potrà costruirsi delle basi solide e pensare alla creazione di una famiglia che vivrà in quelle zone a cui lui tiene tanto e che cerca di proteggere. Non solo, Roberto si impegna anche nel cercare di far tornare nei luoghi di nascita anche i suoi amici che si sono trasferiti all’estero tempo fa, sfiduciati e senza una via d’uscita. Una scommessa su se stessi e sul territorio, ma anche la dimostrazione pratica che non tutti i giovani sono sfaticati, o disamorati del loro paese.

Certo tanto ancora ci sarebbe da fare per agevolarne i progetti, per metterli nella condizione di avere un ruolo attivo nella società e di non ricevere solo frettolosi giudizi. Un ritorno alla terra che tanto ha da offrire se non continuiamo a sfruttarla e ad inquinarla, una terra che se pure bassa non smette mai di essere nostra amica. La dimostrazione che le buone idee esistono, che la fatica non spaventa, che si può ancora sperare in un mondo migliore in cui non si debba fuggire per realizzarsi dopo anni di dedizione allo studio e rinunce. Dovremmo smettere di tarpare le ali alle idee positive, quelle che a Km zero, possono dare soddisfazione e rivalutare il nostro paese accompagnandole con una politica costruttiva in grado di non allontanare ma coinvolgere.