NAUFRAGHI IN CERCA DI UNA STELLA

DI FRANCESCA DE CAROLIS

Un sorprendente esperimento di pratica filosofica, dal carcere di Rebibbia. E una cella diventa “spazio di libertà dove è stata pensata la vita e messo in scena il mondo”. Ne nasce un libro, autori dodici persone detenute: “Naufraghi… in cerca di una stella”. Scritti che si aprono come una vertigine sull’esistenza, e che ci invitano ad aprirci alla conoscenza, al riconoscimento dell’altro.  “Il Bene e il Male sono due realtà infinitamente lontane collegate tra loro da un filo sottile… Una corda tesa sull’abisso del nulla unisce le due contrapposte estremità, e noi uomini, come funamboli, su quella corda tesa siamo costretti a camminare per poter arrivare da qualche parte”. Funamboli. Un’immagine che dà le vertigini. E ancor più stordisce quando, più avanti… “Sulla corda tesa fra il Bene e il Male io ho trascorso quasi la mia intera esistenza”. Parole di Juan Dario Bonetti, che è persona detenuta. Ha partecipato, insieme a un gruppo di altri detenuti, al Laboratorio di Pratica filosofica della sezione Alta Sicurezza nella casa circondariale di Rebibbia. Un sorprendente esperimento di pratica filosofica, dal fondo di quel luogo, il carcere, che è caverna, ma è anche antro dentro ciascuno di noi…CONTINUA SU REMOCONTRO:

Naufraghi… in cerca di una stella