PD IN CONCLAVE, MA IL NUOVO ANCORA NON SI AVVERTE

Di  FRANCO FREDIANI

 

Ogni giorno parte un treno e la destinazione non è mai la stessa. Non più tardi di ieri abbiamo salutato con speranza l’annuncio fatto da Zingaretti sul partito NUOVO, mentre oggi siamo costretti a frenare ancora e con decisione. Nessuna crisi bipolare, solo la delusione di rivedere lo stesso film proiettato per la centesima volta. Non possiamo fare altro che dare ragione al direttore dell’Espresso, Marco Damilano, la fretta è cattiva consigliera quando si parla di SVOLTE POLITICHE. A queste Regionali non viene data pace. Che fretta c’era di convocare addirittura un conclave per fare il punto della situazione su qualcosa che chiede più FATTI che PAROLE?
In realtà è la VECCHIA politica che non riesce a trovare un aspetto nuovo; perché è di aspetto che si parla, di effetti scenografici che vanno a impattare sul messaggio mediatico. C’è fretta di mandare messaggio “ad effetto”, di quelli che fanno scomodare le prime pagine, perché i contenuti, ahimè, sembrano navigare nell’ormai triste mediocrità della solita minestra riscaldata!
Vogliamo capirci meglio? Bene, basta ascoltare le parole di Dario Franceschini nell’intervento di esordio al conclave Dem voluto da Zingaretti, e ci rendiamo conto che una parte del mondo politico è rimasta ferma alle parole. Stavamo ancora pensando a quel partito NUOVO, a quella SVOLTA che potesse ricollocare i Democratici dentro un circuito dove all’enunciazione fa seguito una vera azione politica di SINISTRA, quando il buon ministro della Cultura ci riporta alla triste realtà: “Dobbiamo farli venire di qua i Cinquestelle, dobbiamo allargare il campo in chi condivide certi valori”. MA QUALI SONO I VALORI CHE IL PD CONDIVIDE CON I 5 STELLE??  E qui le speranze cadono, la convinzione di chi crede nei valori di una sinistra nuova e innovativa si accartoccia nuovamente su se stessa.
Ma come… invece di parlare di come far crescere una sinistra che è tuttora convalescente (per essere buoni), si cerca soluzioni tampone con il solo fine di non far dare ancora di matto Di Maio e soci??

Signori, avete dato il vostro assenso all’approvazione di una delle peggiori leggi degli ultimi tempi, quella sul taglio dei parlamentari, proprio perché minacciati da questa banda di populisti della prim’ora che non avrebbero fatto il governo nuovo in caso di rifiuto (senza pensare che poi sarebbero scomparsi dal paesaggio politico nostrano), ed ora vi preoccupate di lisciargli il pelo piuttosto che guardare a sinistra dove scorre un DNA molto più affine al vostro??
A Franceschini va ricordato che c’è molto ancora da sistemare. Parla di migranti ma si dimentica che la Legge sulla Sicurezza e sull’Immigrazione sta mantenendo l’architettura disegnata dal vecchio governo a trazione leghista; così come ancora non si scioglie il nodo sul Jobs Act e Art 18. Il rapporto Eurostat sulla povertà e ricchezza è terribile? Diciamo che è allucinante, così ci capiamo; oltre al fatto di comprendere come questo sia un dato che chiede giustizia ed equità sociale!
Di che cosa sta parlando questo PD che mostra la voglia di cambiare e annuncia SVOLTE??
Non crediamo sia il caso di fare la lista della spesa ora, ma una cosa la vogliamo aggiungere: si parla di Legge elettorale proporzionale (modello tedesco, ndr.), ma nessuno si rende conto (o non vuole rendersi conto) che lasciare uno sbarramento al 5% ben sapendo che c’è una sinistra dispersa e frastagliata che ha difficoltà a raggiungere tale soglia, è togliersi altre possibilità di rinnovare. Forse lor signori pensano anche in futuro, di mantenere l’alleanza con i 5 Stelle, e non con la sinistra che, seppur divisa e risentita per le malefatte ricevute nel tempo proprio dai “cugini” più “titolati”, sarebbe senza ombra di dubbio più capace, decisa e affidabile di chi ogni giorno afferma una cosa per poi farne un’altra!?
Domani ascolteremo la relazione di Zingaretti.  Forse l’ultima speranza di riportare sui binari della saggezza il filo conduttore di una politica che non può guardare dalla parte opposta a quella che dovrebbe.
Ah, dimenticavamo le SARDINE. Si odono i cinquettii fin dall’altra parte dell’Oceano. Si nega, si rassicura, ma non si affronta con determinazione l’argomento. Ci piacerebbe conoscere quali sono i veri rapporti con le masse che sono scese nelle piazze italiane negli ultimi mesi (moltitudine di persone, non sedicenti leader di cui ancora sappiamo poco e quel poco, francamente, ci sembra intriso di particolari “strani”, tutti da verificare).  Non smetteremo di sperare che la priorità dovrebbe essere quella di ridar voce alle masse e aprire un percorso NUOVO anche in ambito POLITICO.  Perché mai sottovalutare e mettere da parte l’impegno della politica organizzata anche se sta attraversando una fase di affanno?  Questo dovrebbe essere il leitmotiv di un pit stop assembleare pur blindato dall’austerità di un conclave più adatto a momenti e contesti spirituali. Siamo alla vigilia delle Regionali e forse non è stato capito che molto è già stato deciso; rimandiamo le parole a momenti più adatti.
Ora servono i fatti!