A PROPOSITO DELLE DIMISSIONI DI FIORAMONTI

DI GIULIO CAVALLI

Dice l’ex ministro Fioramonti che si è dimesso ma non voleva dimettersi e che quindi alla fine è stato dimesso. Lo so, sembra una barzelletta.

Dice testualmente: «una lettera di un ministro non vuol dire che le dimissioni debbano essere accettate, per me era anche un modo per dire “faccio sul serio, sono serio su questa cosa”: anche nella speranza che il governo si ricredesse. Evidentemente non è stato così».

Questo riequilibra i tanti “osanna” che si sono ascoltati sulla sua presunta coerenza ma soprattutto ci dice una cosa chiara: lì sopra, al governo, si lanciano puerili provocazioni come accade tra una coppia di giovani fidanzatini.

E non è un bel vedere. Dai. No. Anche perché sotto c’è tutto il mondo della scuola.