COMMENTO AL CAMPIONATO: SARRI CAMPIONE D’INVERNO. COME ALTRE 2 VOLTE, MA NON HA MAI VINTO

di VANNI PUZZOLO

L’ultima di andata non poteva essere una giornata banale, e non lo è stata.
La Lazio nell’anticipo coglie la decima vittoria consecutiva, ancora una volta con Immobile, sempre più capocannoniere, e ancora una volta nei minuti finali.

Ci pensa Ospina, portiere del Napoli a fare karakiri facendosi scippare dallo stesso bomber laziale il pallone dai piedi che lo mette in rete nonostante un disperato tentativo di Di Lorenzo.
Gira bene, sicuramente, ad Inzaghi, ma i meriti ci sono e il terzo posto solitario, con una gara da recuperare, oltre che ad essere meritato, profuma di prospettive tricolori.

Gira male invece per Gattuso ( 4 gare e tre sconfitte) che dopo gli errori di Meret, Di Lorenzo e Manolas contro l’Inter, esce sconfitto dall’ Olimpico per un errore pacchiano del suo portiere, quando la prestazione era stata più che lusinghiera.

Per il Napoli addio sogni di gloria ( Champions) e sarà già un’impresa arrivare in Europa, nella competizione meno pregiata ( Europa Legue), sicuramente il progetto e la gestione De Laurentis devono battere un colpo a vuoto.

L’Inter viene frenata ed arginata dalla “ marea” neroazzurra bergamasca, e il mezzo passo falso gli costa il primato a scapito dell’esterna rivale Juventus.

La squadra di Conte affronta la splendida squadra di Gasperini con le stesse armi: velocità, fisicità, intensità e tecnica, e, in realtà il primo tempo ci riesce, trovando subito il vantaggio con il solito duetto Lukaku-Lautaro.

L’Atalanta di questi tempi però è una brutta gatta da pelare ( Guardiola ha detto che preferisce andare dal dentista quando deve affrontarla) e già nel finale del primo tempo avrebbe avuto l’occasione per pareggiare e far girare a suo vantaggio la gara.

Rocchi non vede ( non poteva vedere) una clamorosa trattenuta di Lautaro alla caviglia di Toloi che sta per mettere il pallone in rete, e anche il Var Irratti ( piuttosto annebbiato in questi tempi) non interviene: l’Inter la fa franca ma sarebbe stato rigore ed espulsione e la partita, giocoforza, sarebbe cambiata.

Ci pensa comunque la Dea a cambiarla con una ripresa vigorosa e arrembante.
L’Inter cala fisicamente, si difende bassa, e quando Conte cambia dalla panchina le cose non migliorano, anzi, l’Atalanta coglie un meritato pareggio e lascia San Siro con un grande rammarico di un rigore sprecato a tre dalla fine, parato da Handanovic, ( in realtà concesso un po’ generosamente ) ma con la convinzione di essere ormai a certi livelli e di potersela giocare alla pari con tutti.

L’errore di Irratti, spiace dirlo, è grave, Rizzoli lo ha definito un errore umano, ma certo che, in epoca di Var e tecnologia avanzata era un errore da non commettere perché non c’è dubbio che la partita sia stata falsata.

Conte alla fine ha ammesso le difficoltà e ha, ancora una volta, parlato di coperta corta e di poche soluzioni disponibili, Marotta sta facendo il possibile per dare i rinforzi dovuti e necessari, ma le dinamiche del mercato di Gennaio sono complicate, le risorse immediate sono poche e quindi prevediamo che si andrà agli ultimi giorni per avere qualche novità.

In ogni caso non c’è dubbio che i 46 punti ottenuti costituiscano un risultato straordinario per i neroazzurri che Conte sta tirando ai 200 all’ora.

La Juventus non spreca la ghiotta occasione e, seppur in una trasferta notoriamente improba, coglie bottino pieno, e, come detto, si laurea campione d’Inverno, a +2 dall’Inter.

Sarri che è superstizioso dice che è un titolo che non esiste, se non per fare un bilancio di quello fatto a metà campionato, ma lo dice anche perché, a lui era già capitato 2 volte di arrivare primo a fine di andata ( 2015/16-2016/17) con il suo splendido Napoli, ma poi di doversi accontentare del secondo posto.

La Juventus comunque ci mette solo 10 minuti per raccogliere il bottino pieno a Roma: le basta un gol Demiral, ( poi uscito per infortunio grave, così come Zaniolo, entrambi già operati ai legamenti a cui va l’augurio sincero di un pronto ritorno in campo) e una sciocchezza di Veretout che si fa borseggiare il pallone dentro l’area da Dybala e non gli rimane altro che metterlo giù causando un chiaro rigore.

Sul 2-0:la Juve con una Roma traumatizzata e senza Zaniolo, invece di continuare a praticare il calcio predicato da Sarri, forse inconsciamente, si accontente di gestire e lo farà, pericolosamente fino alla fine, sprecando diverse volte la palla del 3-0 e continuando a tenere in vita la squadra di Fonseca che costringeva poi la Juventus a difendere bassa creando anche qualche azione pericolosa.

La Roma riusciva a dimezzare la distanza su un giusto rigore , e coglieva anche un palo, sfiorando il pareggio, alla fine però la Juve raccoglie comunque tre punti d’oro ma la prestazione, soprattutto quella del secondo tempo, ha lasciato un po’ a desiderare.

La sensazione rimane che la squadra stia dando solo il 60/100 delle sue potenzialità, che tendi a produrre dei buoni strappi, ma anche a prendersi delle pericolose pause come se avesse la convinzione che per vincere basti anche solo quello.
Atteggiamento pericoloso e non in linea con il calcio di Sarri, soprattutto non compatibile con le ambizioni europee.

L’idea era che Sarri doveva cambiare la Juve, ma, al momento, sembra più che la Juve abbia cambiato Sarri poiché tarda ad assimilare il gioco “ sarriano “ che si vede solo a tratti e mai per novanta minuti. E anche il cambio di Dybala, di gran lunga il calciatore più positivo di questo girone di andata, ha dato l’idea di un cambio conservativo .

Sarà comunque una sfida, incerta, a tre, anche se la Juve, rimane super favorita, non fosse altro perché Inter e Lazio sembra stiano già dando il massimo, mentre la Juventus ancora no.

Dell’Atalanta non vorremmo più sprecare aggettivi, è di gran lunga ormai una delle grandi, gioca a meraviglia con un’intensità inglese, e la Roma dovrà ben guardarsi perché la squadra di Gasperini ha tutte le possibilità di entrare nelle prime quattro.

In zona Uefa, altro colpo a vuoto del Cagliari, alla quarta sconfitta consecutiva, che si vede avvicinato dal Torino, terza vittoria consecutiva, ma con Mazzarri sempre contestato, e dal Parma che chiude il girone con 28 punti, infliggendo al Lecce la quarta sconfitta consecutiva.

Rimangono nel limbo l’ottimo Verona che batte anche il Genoa e il Milan che espugna Cagliari e torna a credere nelle coppe europee, seppur ancora distanti.

L’inserimento di Ibrahimovic ha sicuramente portato entusiasmo, presenza fisica, e personalità, la squadra sembra scuotersi, e Pioli ha fatto scelte decise, fuori Suso, verrà ceduto, Paqueta’ e Piatek, ed è passato ad un 4-4-3 con Leao a far coppia con Ibrahimovic.

Le cose più interessanti sono poi capitate in zona rossa, dove, sembra ormai si sia creata una vera spaccatura: difficile non pensare che i tre posti dell’inferno non vengano assegnati a 3 di queste 4 squadre: Spal, Genoa, Brescia e Lecce.

Sassuolo, seppur in crisi, Sampdoria, risollevata dalla cura Ranieri, Bologna, Fiorentina e Udinese sembrano destinate ad un campionato tutto loro, rivolto più alle prospettive che al presente, mentre il Napoli, nonostante tutto, potrebbe sperare in un inserimento se la sfortuna abbandonerà Gattuso.

Questa settimana Coppa Italia, per tanti un fastidio, ma che fa alzare comunque un trofeo e può garantire un posto in Europa: Milan e Napoli in particolare potrebbero trovare la scorciatoia giusta, per il resto ci sarà un ampissimo spazio per le seconde e terze linee, la Coppa Nazionale, in Italia, funziona così: stadi vuoti e tante riserve.