TENIAMOCI STRETTO UN PRESIDENTE CHE PARLANDO DI CULTURA CATTURA INTERE PLATEE

DI LEONARDO CECCHI

Anche oggi Sergio Mattarella ha emozionato il pubblico. Guadagnandosi scroscianti applausi. E, come al solito, l’ha fatto con uno stile che molta della politica oggi non conosce. Uno stile dato dalla classe e dall’intelligenza.

Era a Parma, al Teatro Regio. Perché la città, da oggi, è capitale della cultura 2020. Ha allora preso la parola e, come riportano i presenti, in soli dieci minuti ha catturato l’intera platea con una riflessione sulla cultura stessa. Niente vacuità, niente retorica. Niente discorsi preconfezionati. Solo riflessioni di spessore capaci di stregare i presenti per profondità. Un passaggio: “La cultura definisce il segno distintivo di ogni comunità ed è tutt’altro che una condizione statica, immobile, inerte. Perché si nutre di confronto, si sviluppa nel dialogo e nelle relazioni”. E ancora, mandando anche un messaggio più “politico”: “la cultura è anche più ricca quando si apre alla conoscenza e al rispetto delle differenze”. Perché è capace di generare “un patrimonio che rende tutti più ricchi, di umanità innanzitutto”.

Teniamocelo stretto questo Presidente. Davvero tanto, tanto stretto.