ZINGARETTI HA ANNUNCIATO UN CONGRESSO DI RIFONDAZIONE DOPO LE ELEZIONI IN EMILIA

DI MASSIMO WERTMULLER

Zingaretti ha annunciato un congresso di rifondazione dopo le elezioni in Emilia. Parlando di sinistra, a rileggere Pasolini si resta paralizzati di fronte alla potenza premonitrice e così attuale delle sue parole. Qui , in questo suo articolo,c’è la distinzione che lui faceva tra “sviluppo” e “progresso”. Il primo inteso come galoppata capitalistica verso l’industrializzazione, la tecnologia, il soddisfacimento immediato delle più istintive necessità. Il secondo, invece, come crescita che si avvale di una componente culturale, che non è bibliotecaria o di nicchia, ma etnica, sociale, a disposizione anche della classe operaia e contadina per emanciparsi, per avere una sua coscienza di classe. Già al suo tempo Pasolini si scontrò con quelle che definiva contraddizione di quella sinistra,diventata, secondo lui, troppo “conservatrice” e arrendevole di fronte al regime democristiano(!!!), complice anche il passaggio violento e troppo improvviso dalla società contadina a quella operaia delle fabbriche. Ora,fino ai nostri giorni, è cambiata ancora, e tanto, la sinistra. Capirai, se quella dell’epoca di Pasolini era una sinistra”conservatrice”, quella di poche ore fa con Renzi, come la definiremmo? delle banche? della cancellazione dell’articolo 18? Il fatto, allora, che oggi la sinistra si sia derenzizzata è già un buon inizio, ma sarebbe secondo me un bene se la nuova(-vecchia)sinistra ripartisse da valori antichi, originari, per ritrovarsi. Solidarietà sociale, equità, più Stato(onesto), meno privatizzazione(perchè la privatizzazione farà sempre prima gli interessi di un singolo imprenditore e forse dopo, ma molto dopo, semmai, quelli di una comunità), e più Pasolini, certo….
P.S.: Oh, in calce, al fondo dell’articolo, e non ce l’ho messo io, quasi a rappresentare il concetto di progresso,qui anche dell’anima umana,sotto l’articolo di un “eretico” ateo come Pasolini ,che però, lasciando da parte ovviamente i difetti umani, i vizi, che restano affare personale,è sembrato sempre tanto più ispirato di tanti presunti religiosi ,come contrasto, che contrasto non è, c’è allegato il “Cantico delle Creature” , non so se voluto proprio da Pasolini alla fine del suo scritto, il cantico di San Francesco, che , cosa non secondaria per me, è stato il più grande animalista di tutti i tempi. Il progresso, per il piccolo gigante di Assisi, partiva allora dal considerare gli animali , ma anche l’acqua,l’aria, il fuoco, gli alberi,nostri fratelli, è bello ricordarlo ogni tanto, ma questo è un altro discorso, magari molto più urgente, ma un altro discorso…e sarebbe bello,e anche giusto, se la nuova (-vecchia) sinistra, insieme ai Verdi e alle forze ad esso interessate, lo facesse suo…

Questo inedito di Pier Paolo Pasolini del 1973, che non fu pubblicato dal Corriere della Sera, ci sembra davvero un utile “controcanto” con la lettera enciclica: Laudato sì, di Papa Francesco, appena edita dal Vaticano. Sorprende l’attualità del tema “sviluppo e progresso”, anche alla lu…