LA CALABRIA NON SI LEGA

DI MARINA NERI

Sono una calabrese. Sono una donna. Sono una emigrante di ritorno. Vivo, opero, sogno, soffro, gioisco in Calabria. E sono una mamma in questa terra, di questa terra.

Come ogni madre sono portatrice sana di ” utopie” ma sono il sale con cui insaporisco il cibo dei miei figli.

Perché? Perché non mi rassegno alla catastrofe della mia terra.

È vero, domenica prossima il 26 gennaio la mia gente potrà votare Lega. Dopo gli epiteti negli anni lanciati. Dopo i puzzoni, i malfamati, i malfattori, gli scansafatiche , i questuanti assistenzialismo, questi gli aggettivi associati al termine meridionale, mi sarei aspettata un diverso trattamento in questi mesi verso il Carroccio da parte dei miei corregionali.

Memoria corta? Un calabrese? Mai!

Un calabrese muore per orgoglio, e lo so per certo, per tutte le volte che terra ho mangiato anche io quando ho preferito cadere e mangiare polvere piuttosto che stare in ginocchio.

Terroni, sì. E non è ingiuria nella mia accezione!

È l’estremo attaccamento alla terra che unisce anche quando la diaspora dell’emigrante porta lontani nel mondo.

Ma è un territorio strano la Calabria. È terra di grande silenzio che cala su tutto obliando a volte, persino la coscienza e la voglia stessa di riscatto.

E scatta la rabbia in chi non si rassegna, in chi vorrebbe sentire l’urlo degli antichi guerrieri che abitarono questa terra.

“Questo è un territorio dove al di là degli aspetti nobili…al di là del mettere in primo piano la logica dei trasporti, della sanità, mi sono accorto che manca di libertà. Un territorio morto, figlio stuprato dalla criminalità organizzata. Non c’è giorno in cui non ci rendiamo conto di quanto questo paese sia stato massacrato e distrutto. …Credo che qui ci sia una condizione da mettere al primo punto e poi viene tutto il resto: la condizione di ripristinare la democrazia e la libertà.” (Antonino De Masi intervento Museo del Bergamotto RC )

Sentire queste parole fa scattare un senso di rabbiosa voglia di riscatto in chi non si rassegna dinanzi allo scempio dei Diritti.

” Chi doveva decidere la sorti di questo territorio, ha deciso di vendere l’ anima al diavolo perché ha fatto delle scelte per accontentare i potenti di turno. Non è possibile. Io mi sarei aspettato nelle piazze delle città la gente a protestare per avere il diritto di essere liberi, ma non per fare un favore a De Masi o a Callipo. Ogni giorno che viviamo questa terra ci stiamo rendendo conto che abbiamo ” normalizzato questa istituzione”. Tutti voi siete persone oneste che probabilmente manderete i vostri figli a studiare fuori perché vi rendete conto che questa terra ha preso una involuzione, un destino di bruttezza. Non condividiamo quello che sta succedendo ma non facciamo nulla per cambiare. ” (A. De Masi)

Poi capita un guizzo, una scintilla…Orgogliosa di essere calabrese quando si leva alto il grido: La Calabria non si Lega. Quando a Lamezia i fischi di contestazione al leghista in comizio perenne non gli consentono di proferire parola. Quando lenzuola ai balconi e sardine calabre sottolineano il dissenso.

Ma, perdonatemi. Non riesco a gioire completamente. Fra 10 giorni la mia terra sarà chiamata al voto.
Una terra martoriata, in perenne guerra dovrebbe fare risuonare ovunque il suo grido di dolore, dovrebbe urlare SEMPRE il disappunto. Invece il silenzio rimbomba come eco inquietante nelle valli. Non basta urlare dieci minuti contro Salvini. Quello è importante, è un segnale di svolta, ma rimane “esercizio” di orgoglio se poi quell’ orgoglio non si concretizza in atti, in comportamenti coerenti e costanti.
” Oggi la priorità è una sola: riprenderci la Dignità di essere orgogliosamente cittadini liberi . Senza la Dignità non si va da nessuna parte perché potrà esserci una perfetta politica di destra, bellissima, o una altrettanto bella di sinistra, ma in un contesto occupato dal degrado, da collusione fra criminalità e sistemi di potere spiegatemi come queste vicende possono creare sviluppo…. Sono arrabbiatissimo perché sono stato uno degli autori che hanno spinto il presidente Callipo a fare questa follia e mi sto facendo una domanda : -Chi me lo fa fare? –
Io sto impiegando la mia vita, mi ci sto dedicando, il presidente Callipo ci ha messo i suoi soldi per farsi la sua campagna elettorale senza l’aiuto di nessuno, ci sta mettendo il suo tempo per l’interesse dei calabresi. Ma perché i calabresi fanno finta di fregarsene, fingono che il problema non è il nostro? Qualche giorno addietro dicevo ai criminali, ai mafiosi” per favore non votateci”. Il presidente Callipo non andrà a bussare alle porte di questo sistema di potere. Il percorso che Callipo ha fatto è pieno di tanti no. Noi abbiamo rinunciato a portatori di voti. Lo sapete perché lo abbiamo fatto? Perché vogliamo lasciare dietro di noi un profumo di Dignità, di cose fatte, di dimostrare a noi stessi che il nostro ruolo di cittadini lo abbiamo fatto. Sono deluso, quasi che Callipo debba andare porta a porta a chiedere il voto ….Callipo ha una storia, una faccia una sua dignità coerente, mettendola a disposizione di un popolo in un contesto in cui si sono perse tutte le basi del vivere civile. Dovremmo dirgli grazie per quello che lui sta facendo. Non per noi ma per i nostri figli. Perché quei ragazzi con le valige li stiamo creando noi girandoci dall’altra parte con il : ” sai , io voto a tizio perché quando ho bisogno è a disposizione”
Continuiamo ad essere a disposizione di Tizio, Caio, Sempronio, e quella disposizione ci ha indotti ad ammazzare la speranza dei nostri figli”‘( Antonino De Masi)

Parole sferzanti. Forti come i fischi ieri sera contro Salvini. Parole che pesano e durano molto di più di un fischio. Salvini verrà e andrà via, probabilmente anche la Lega. Quelle parole, invece resteranno, marchieranno i calabresi chiamandoli alle loro responsabilità.
Ecco la rabbia propositiva. Quella che emerge ma non sommerge. Quella che crea, non distrugge, quella che move l’azione.

Votare Lega da calabresi.
Un ossimoro.
Comprendo che più forte del disappunto di essere umiliati sulle origini, vi è lo schifo a provarsi per una classe politica, quella che da decenni governa la Regione, povera di contenuti, scaltra nel prendere e avara nel dare, opportunisticamente arroccata su scranni a intendersi investiture divine.

Una classe politica che si ricompatta per decidere sulla rideterminazione dei vitalizi, in gran fretta e in sordina, ma che non trova mai compattezza nei progetti, nelle riforme,nelle urgenze croniche, scusate l’ossimoro, di cui è gravida questa regione.

Ma so anche che un calabrese non sa dimenticare.
La mia gente un tempo era così. Mi auguro che nel suo dna scorra ancora l’antica tempra.

Diciamolo apertamente che siamo stufi delle parole senza costrutto, dei programmi da azzeccagarbugli, dei nastri tagliati sul vuoto, delle promesse che irridono le intelligenze di queste latitudini.
Che non amiamo criticare tout court.

Il Diritto di Replica lo può avere solo chi Fa! Perché Fa!
Ricordiamoci che un calabrese mantiene la parola. Ovunque si trovi , qualsiasi vento spiri.

Il mio popolo è solo In Attesa, e cerca di sbarazzarsi come può, di coloro in cui non crede più. Lo farà alle prossime elezioni.

È un popolo disperato che ha ancora il Voto in cui sperare.

Nella disperazione anche il ” fuoco di un cerino sembra il sole che non hai”. Ecco perché la Lega è giunta qui.

Ma adesso abbiamo una speranza concreta. Un uomo. Degli uomini al Servizio, disposti anche a perdere combattendo, ma mai paghi, mai domi, mai rassegnati a consegnare questa terra in mani straniere.

Ecco perché , per il nostro orgoglio, dobbiamo restare accanto a chi si sta impegnando in questa battaglia senza precedenti, incoraggiando e sostenendo. Nessuna ampolla padana dovrà un giorno racchiudere il nostro sole, il nostro mare, la dignità e l’orgoglio dei nostri figli!