LIBANO, RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI LA FORMAZIONE DEL GOVERNO

DI LORENZO FORLANI

 

Ad una prima valutazione sembra che alcuni ostacoli siano emersi durante l’incontro di ieri tra il nuovo primo ministro Hassan Diab e lo speaker del parlamento, nonché leader del partito sciita Amal, Nabih Berri. Dopo il colloquio con Berri, Diab avrebbe dovuto incontrare oggi il presidente Michel Aoun per sottoporgli la squadra di governo ma questo incontro nn ha avuto luogo.

Sembra che il problema principale stia anzitutto nel numero di ministeri: Hassan Diab vuole formare un governo da 18 ministeri, mentre Berri insiste sul mantenimento di 20, così come il suo amico/nemico Walid Jumblatt, a capo del Partito socialista progressista (PSP), principale formazione drusa.

Talal Arslan, leader del Partito democratico (PD) – l’altra formazione drusa, rivale del PSP ed alleata di Hezbollah – avrebbe chiesto l’assegnazione ad uno dei suoi parlamentari del ministero dell’industria, a cui aspira anche lo stesso PSP.

Anche Sulaiman Frangieh – leader del Marada, partito cristiano e storicamente filo-siriano, nella coalizione di Hezbollah/Fpm – chiede due ministeri. Forse po’ di esoso, avendo solo 3 seggi in parlamento. Tramite il parlamentare Asaad Hardan ha chiesto un ministero anche un altro partito del blocco Fpm/Hezbollah, cioè il Partito nazionalista sociale siriano, anch’esso titolare di tre seggi. I tempi si allungano