STORIA DI GAETANO FUSO CHE LOTTA CONTRO LA SLA E REALIZZA SOGNI

DI LEONARDO CECCHI

La storia di Gaetano Fuso è una storia bellissima. Di dolore, si. Ma anche di lotta, speranza e tantissimo amore.

Padre di famiglia, Gaetano faceva il poliziotto. Prima che la vita gli cambiasse. Prima che gli diagnosticassero la SLA. Da lì l’inizio di un periodo duro, difficilissimo. Che lo ha progressivamente costretto a cambiare vita. Che lo ha costretto a lasciare il lavoro.

Ma che non gli ha tolto i sogni. Il più bello dei quali per lui, salentino, era quello di riuscire ancora una volta a toccare il mare. Un qualcosa che gli era però impossibile, perché la città dove abitava, San Foca, non disponeva di strutture adeguate. Allora gli amici, la moglie (in foto) e gli ex colleghi hanno avuto un’idea: mettersi tutti insieme per realizzare quel sogno. Ma non con una tradizionale raccolta fondi. Ma con qualcosa di più grande: una festa con l’intera città. Tutta la città a sostegno di Gaetano, a sostegno del suo sogno. L’hanno chiamata “ogni petra azza parite”, che significa da ogni pietra può venire una parete. Dai piccoli gesti può venire fuori qualcosa di grande.

E qualcosa di grande è venuto. Perché grazie agli sforzi di tutti, la terrazza “tutti al mare!”, attrezzata con appositi macchinari e personale specializzato, è stata infine realizzata. E sapete qual è la cosa più bella? Che a realizzarsi è stato il vero sogno di Gaetano. Che non era quello di consentire a lui di toccare di nuovo il mare.

Ma di consentirlo anche ai tanti, adulti o bambini, che come lui vivono una malattia neurodegenerativa, e che oggi grazie a lui possono farlo lì, in quella spiaggia. Consentire a loro, a tutti loro, di poter dire quello che Gaetano dice sempre, e che ha persino voluto davanti al proprio letto come incitamento a fronteggiare la malattia:

Io posso.