CIAO, FILIPPO

DI PIO D’EMILIA

Giovedì scorso è morto, dopo una improvvisa e devastante malattia che ha cercato fino all’ultimo di combattere, Filippo Nicosia, giovane e promettente diplomatico. Filippo si occupava di Asia, in particolare di Cina, paese del quale aveva imparato la lingua e che aveva imparato a conoscere molto bene. L’avevo conosciuto a Pechino, tanti anni fa, e poi reincontrato a Chong Qing, la megalopoli cinese divenuta oramai la città più popolosa del mondo (oltre 35 milioni, si dice, quando stavo girando il documentario sulla Ferrovia della Seta. Progetto al quale aveva dato grande e decisivo sostegno. Poi, improvvisamente, la malattia. Scoperta quasi per caso, dopo un intervento chirurgico a seguito di un incidente di bicicletta. Filippo, oltre che bravo diplomatico, era un vero atleta, correva e andava in bicicletta ogni giorno. Soprattutto, era una persona solare, sincera, colta e generosa. Una bella persona. Una triste perdita per tutti i suoi amici, per la sua famiglia e anche per l’Italia. Era destinato a fare carriera, e avrebbe certamente dato un grande contributo alla Farnesina.