CIAO ORNELLA TERRACINI, DONNA DOLCE E GENTILE DI CUI AVEVAMO BISOGNO

DI ANGELO D’ORSI

Questa signora sorridente, elegante nel tratto, è Ornella Terracini.Se n’è andata ieri, in silenzio, con la discrezione che ha sempre caratterizzato il suo modo d’essere.
Anche se non era una figura nota sul piano nazionale, ed è difficile assegnarle medaglie al merito per atti o scritti, Ornella lascia un acre rimpianto in chi anche solo indirettamente, o sul web, l’ha potuta incontrare.
Era una discendente della incredibile genealogia dei Terracini, che ha dato all’italia scienziati letterati e soprattutto un autentico “padre della Patria”, in senso proprio, Umberto Terracini, fondatore del Partito comunista a Livorno nel gennaio 1921, militante antifascista, prigioniero politico del regime mussoliniano, e infine firmatario della nostra Costituzione. Ornella apparteneva al novero degli ebrei critici di Israele, gli ebrei contro l’occupazione della Palestina, e si era avvicinata presto ai movimenti di sinistra, militando in varie formazioni, dal PRC ai Comunisti Italiani, e infine iscrivendosi al nuovo PCI, di cui era attiva aderente.
Matematica di formazione, ricercatrice CNR, donna partecipe alle iniziative e ai movimenti femminili, Ornella è stata una di quelle non così comuni persone che sanno e vogliono con determinazione essere cittadine a parte intera, quale che sia la loro professione o appartenenza sociale. Non credeva nelle etnie nè nelle religioni, e laicamente da ebrea razionalista e da militante comunista, ripudiava l’uso politico della Shoa, e criticava le politiche dei governanti israeliani, distaccandosi dalle centrali italiane che, sotto varie denominazioni, erano e sono tuttora altrettante “longa manus” di quei governi.
In un tempo in cui l’antisionismo viene criminalizzato ogni giorno di più, e l’accusa infamante di antisemitismo è usata proditoriamente, scorrettamente, contro chi difende i diritti del popolo palestinese, e ne denuncia la condizione di oppressione, entro i confini dello Stato israeliano, o raccogliendo le risoluzioni dell’ONU, rivendica a quel popolo il diritto al ritorno nella terra, sottratta con l’inganno e la violenza…. ebbene rispetto a questo soffocante mainstream, storicamente infondato, politicamente pericoloso, moralmente inaccettabile, Ornella, da ebrea, seppe stare sempre dalla parte degli schiacciati e dei perseguitati di oggi, senza dimenticare i perseguitati di ieri, icona della lotta contro ogni forma di razzismo, da un lato, ovviamente a partire dall’antisemitismo, ma anche dell’islamofobia, e di tutte le innumerevoli turpitudini che diventano senso comune, discorso pubblico, atti di violenza contro cose e persone.
Ornella, in breve, fu sempre dalla parte giusta.
E da donna colta, figlia di una grande tradizione razionalistica e umanistica, non si fece mai trascinare nell’alterco, nell’ingiuria, nell’aggressione verbale. Colpiva di lei la gentilezza, che fu l’altra faccia della sua determinazione.
Oggi, più che mai, avvertiremo la sua mancanza: oggi più che mai avremmo bisogno di decine, di centinaia, di migliaia di persone così, non solo schierate per le buone battaglie, ma capaci di farlo senza mai perdere la tenerezza.
Addio, Ornella. Ti saluto con dolore, ma conservando in cuore e nella mente la dolcezza del tuo sorriso.