DIO, QUANTO SIETE BELLI!

DI MARIO PIAZZA

Davanti a una piazza così che appare dal nulla a cui trent’anni di Ruby, Mose e cazzi vari ci hanno costretto anche uno scettico, cinico, navigato, spinoso “diversamente giovane” come me si emoziona.

Ma certo che non hanno un programma politico, che sono eterogenei per età, cultura e stato sociale, che peccano d’inesperienza e che sono vulnerabili se presi uno ad uno, ma quella meravigliosa massa di persone è tenuta insieme da un valore che vola alto sopra le schifezze dei partiti e che le orde di barbari con la spilletta di Robocop ci avevano fatto credere perduto per sempre: l’Umanità.

Da un’altra parte c’è il loro antagonista naturale, un tizio senza scrupoli che della distruzione di quell’umanità ha fatto un’industria, una fabbrica di odio, di paura e di menzogne.
Un tizio che ci vuol far credere che i treni per Auschwitz erano colpa dei musulmani, che l’omosessualità è una malattia pericolosa, che le donne stanno bene in cucina, che l’unico africano buono è quello annegato e che tirarlo fuori dall’acqua equivale a tradire la patria.

Un tizio che rifilandoci schifezze del genere è diventato ricco e potente, altro che Mc Donalds.