BIBBIANO E IL PAPEETE, MUSICA E MARE PER RITROVARE LA DIGNITA’

DI MARIO PIAZZA

500 sardine riunite ieri pomeriggio in un cinema di Bibbiano hanno deciso che giovedì il paesello già devastato dallo sciacallaggio leghista non potrà essere abbandonato nelle mani del Salvini: la manifestazione nella piazza laterale dove la questura ha voluto relegarle ci sarà.

Guardando le facce dei partecipanti all’assemblea colpisce quanto il movimento abbracci tutte le età, dai sedicenni ai settantenni, e questa combinazione di cervelli freschi e di esperienze consolidate li rende pressochè invincibili.

E’ questa combinazione che getta un ponte tra i modernissimi “flash mob” e i sessantotteschi “happening”, uniti finalmente da una leggiadra intelligenza collettiva che si esprime come sa e come può, mettendo insieme le collane di fiori di Woodstock con la forza dei social e dei tablet.

La capacità di trasformare le difficoltà in opportunità si chiama genio, ed è geniale trasformare quel non essere un partito politico che ha giustificato l’espulsione dalla piazza principale di Bibbiano nell’opportunità di fare un bagno tutti insieme al Papeete di sabato, quando i partiti riconosciuti devono osservare il silenzio elettorale.
Bibbiano e il Papeete, due luoghi simbolo dello squallore verdognolo trasformati in momenti di rinascita sociale, culturale ed umana.

Imbattibili, con due mosse hanno reso preistorici la Bestia di Morisi e i selfie del capitone.
Genio, fantasia e pulizia da una parte e intrighi e panzane dall’altra.