CONTRO GLI SPACCIATORI DI ODIO, IO SPACCIO AMORE E FRATELLANZA

Gentile direttore,

Ho trovato inqualificabile il gesto di Salvini al quartiere Pilastro di Bologna, con la citofonata alla famiglia di tunisini. Stavolta il capo leghista l’ha fatto fuori dal vaso. Spero che quel gesto contribuisca a farlo  perdere in Emilia Romagna e in Calabria .

Gennaro Maestri, Napoli

Gentile Signor Maestri, iniziano ad essere in tanti a sperarlo. Perchè è evidente che il clima che Salvini ha instaurato nel Paese è di odio verso il diverso: di razza, religione o credo politico. E non  possiamo davvero  permettercelo.

E sì, ha ragione lei, stavolta l’ha fatta fuori dal vaso. Un autogol in piena regola per raccattare con il suo gesto un pugno di voti.  Per questo, anche molti elettori indecisi andranno al voto per fermare il clima fetido che si repira nel Paese. Già, perchè oltre ad infrangere alcuni articoli di legge, dalla violazione della privacy alla diffamazione ,  e non calcolando nemmeno le conseguenze del suo gesto nei confronti di un minorenne  ormai marchiato a vita, Salvini ha fatto passare un messaggio pericolosissimo per la democrazia e il vivere civile. Ha creato tensioni internazionali con la Tunisia e indignato buona parte del Paese.

La misura è colma, è il ritornello che, facendo un giro sul web, viene per fortuna  ripetuto sempre più spesso dagli utenti. C’è stata insomma una confortante  levata di scudi da parte della gente comune e dalle istituzioni. Pure  la Chiesa si è schierata contro quel gesto irresponsabile. E se finanche il capo della Polizia Franco Gabrielli è arrivato a bacchettare Salvini per aver citofonato a una casa privata a Bologna, “Stigmatizzando  sia quelli che fanno giustizia porta a porta sia quelli che accusano la Polizia in maniera indiscriminata”, vuol dire che qualcosa si è rotto nella macchina perfetta della comunicazione Salviniana.

Il dalli all’untore infatti fa rabbrividire, preoccupa, unisce l’altra Italia.   Non contento , il capo della Lega ha compiuto  un gesto simile ieri a Modena, nei confronti di un negozio gestito da nigeriani, ma stavolta la cosa non ha avuto lo stesso risalto mediatico. Evidentemente non c’erano cronisti amorfi come a Bologna, incapaci di fare domande sferzanti all’ex ministro, e pronti invece, con un coro di risatine succubi,  a riprendere da  inermi reggi microfono quella scena che, se non fosse  stata di gravità assoluta, avrebbe strappato anche qualche sorriso, per l’ottima  sceneggiatura da cinepanettone.

Peppino Caldarola,  ex direttore de L’Unità, con toni allarmati parla addirittura di clima da guerra civile, in Italia. Forse non siamo ancora a questi livelli ma è certo che il capo della lega e la sua alleata a capo di Fratelli d’Italia, stanno alzando drammaticamente il livello dello scontro. Fermarli ora, con il voto, per fermarli per sempre. Questo è l’invito che fanno da giorni  molti italiani.  Questo il messaggio principale passato durante la manifestazione delle Sardine, che ieri a Bibbiano erano almeno il triplo dei partecipanti al comizio della Lega.

Fermarli democraticamente, dunque. Si può e si deve fare.  Perchè anche a noi piace pensare ad un Paese che, contro gli spacciatori di odio, preferisce spacciare amore e fratellanza. In fondo è questo l’unico modo per tornare a sperare in un’Italia migliore.