SI E’ CONCLUSO IL FORUM MONDIALE SULLA SHOAH A GERUSALEMME.

DI LUCIANO ASSIN

NOSTRO INVIATO SPECIALE DA GERUSALEMME

 

Si è concluso ieri, giovedì, il convegno organizzato dal Centro mondiale per la memoria della Shoah,  Yad vaShem in ebraico,  per celebrare il 75simo anniversario dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Il tema del forum era: “ricordare la Shoah e combattere l’antisemitismo”.

Al quinto forum sulla Shoah hanno partecipato 47 fra capi di stato, re, principi e primi ministri. Fra gli ospiti anche il Presidente della repubblica Sergio Mattarella. Un enorme evento mediatico ma anche  un grande risultato diplomatico e politico per Israele, visto che il convegno si è svolto a Gerusalemme.

L’adesione di così tante personalità si è rivelata molto superiore del previsto e ha creato non pochi grattacapi agli organizzatori su chi avesse il diritto a pronunciare i discorsi. Alla fine sono stati scelti i rappresentanti di Russia, Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Germania.

Particolarmente toccante è stato l’intervento del del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, che dopo aver pronunciato in perfetto ebraico la tradizionale benedizione Shehecheyanu: ” Benedetto tu o Signore, Dio nostro Re del mondo, che ci hai concesso la vita, ci hai sostenuto, e ci hai permesso di raggiungere questo momento”.

Steinmeier  ha poi continuato:  “Noi tedeschi ricordiamo, ma ogni tanto è come se capissimo il passato meglio del presente. Mi piacerebbe poter dire che abbiamo imparato dalla storia una volta per tutte, ma non posso dirlo, gli spiriti del male stanno ritornando sotto nuove spoglie”. Una  frase che dovrebbe servire da monito a tutti e non solo al popolo tedesco.

Al di là delle dovute celebrazioni resta drammatica la situazione di un gran numero di scampati alla Shoah residenti in Israele. Molti di loro si trovano sotto la soglia di sussistenza e vivono una vita molto disagiata dal punto di vista economico. A 71 anni dalla creazione della Stato d’Israele una situazione del genere è inacettabile.

Parallelamente al Forum  è stato inaugurato anche un monumento in ricordo dell’assedio della città di Leningrado e del sacrificio del popolo russo. Non bisogna dimenticare che furono proprio gli uomini dell’Armata rossa coloro che per primi liberarono Auschwitz. In Israele vivono più di 800mila ebrei provenienti dall’ex Unione sovietica, molti di loro veterani della “Grande guerra patriottica”.

Ed è stato proprio Putin il grande protagonista del forum, al di là delle dovute celebrazioni il presidente russo ha confermato una volta di più il suo ruolo fondamentale nello scacchiere medio orientale sottolinenando, caso mai ce ne fosse stato bisogno, come i grossi cambiamenti geopolitici della regione debbano ricevere necessariamente il suo avvallo.

In definitiva, nonostante tutti i problemi logistici, la due giorni Gerosolomitana appare, col senno di poi, come un piacevole diversivo rispetto alla settimana prossima. Il parlamento israeliano dovrebbe riunirsi per accogliere o no la richiesta del premier Netanyahu di valersi del diritto all’immunità parlamentare in vista dei processi a suo carico. Inoltre Trump ha annunciato che renderà finalmente pubblico “il deal del secolo”,  il nuovo piano di pace americano, un’ottima occasione per Bibi di poter distogliere i riflettori dai suoi guai giudiziari verso  problematiche internazionali dove si muove molto più a suo agio.