‘AMERICA VATTENE’ GRIDA BAGHDAD E L’IMAM AL-SADR DOPO SOLEIMANI

DI ENNIO REMONDINO

Massiccia partecipazione senza violenze, dopo l’appello dell’imam Al-Sadr allo sciismo iracheno raccolto nell’orgoglio nazionale con più autonomia da Teheran. Uno degli errori e delle mancate valutazioni Usa nella esecuzione di Soleimani con cui alla fine avrebbero anche potuto trattare. Con Al-Sadr, e con l’Iraq (oltre al nemico giurato Iran) complessivamente nemico, sarà tutto molto più difficile. Una moltitudine chiamata dall’imam Moqtada al-Sadr a manifestare contro la presenza delle truppe americane in Iraq che dura ormai da 17 anni. La polizia ha stimato la partecipazione in 650 mila persone, gli organizzatori in ‘tre milioni’. Comunque l’imam è riuscito è tornare al centro della scena politica in Iraq e adesso punta a un ruolo di primo piano nella formazione di un nuovo governo, una volta che le dimissioni del premier Adel Abdel Mahdi saranno effettive. E non è affatto detto che per gli oltre 5 mila 500 militari statunitensi e  occidentali, italiani compresi, trattare sulla sorte della loro costosissime basi militari e sul loro ritiro, sarà più facile che col pragmatista Soleimani, ucciso in un agguato di droni Usa… CONTINUA SU REMOCONTRO:

‘America vattene’ grida Baghdad e l’imam Al-Sadr dopo Soleimani