BOLSONARO-SHOCK: “GLI INDIOS SI STANNO TRASFORMANDO IN ESSERI UMANI”

DI FRANCESCA CAPELLI

“Gli indigeni stanno cambiando. Si stanno trasformando sempre di più in esseri umani come noi. Lasciamo quindi che si integrino e che siano padroni delle loro terre. È questo che vogliamo.” A parlare non è un personaggio del film Mission, ma Jair Bolsonaro, presidente del Brasile. Una dichiarazione che ha subito suscitato la protesta delle organizzazioni indigene, che presenteranno denuncia alla magistratura attraverso l’Apib (Articulacão dos povos indígenas do Brasil, il coordinamento dei popoli indigeni del Brasile, www.apib.info).
Gaffe, provocazione? L’ennesima sparata di un suprematista bianco, per giunta su di giri?
Non proprio, e la chiave di lettura delle sue parole sta nella seconda parte della dichiarazione. Da mesi, infatti, Bolsonaro sta portando avanti una campagna per spingere gli indios a “cambiare il loro stile di vita”. Attaccato dalla comunità internazionale e dalle Ong per le violenze contro i nativi – con l’obiettivo di spingerli ad abbandonare le loro terre e permetterne lo sfruttamento minerario – ora il presidente sta tentando un’altra strada: legalizzare il garimpo, ossia la miniera artigianale, su scala ridotta. Apparentemente gestita dai nativi, ma dietro alla quale ci sarebbero sempre le multinazionali. È l’unico modo per poter sfruttare le terre dei popoli originari, protette dalla legge.
Da metà del 2019, Bolsonaro si fa riprendere in situazioni amichevoli con alcuni capi indios, che sarebbero “alla ricerca di uno stile di vita più moderno”. Piatto ricco mi ci ficco: dietro l’invito ad “assimilare gli indigeni agli altri brasiliani”, quelli che lui chiama “esseri umani”, c’è in realtà un piano di sfruttamento delle terre. Per questo li spinge a ribellarsi alle Ong e alla organizzazioni indigeniste che, a suo dire, manipolano queste popolazioni con l’obiettivo di volerle mantenere in uno stato di dipendenza e povertà.
Peraltro il furto di terre dei nativi da parte delle multinazionali non è una novità per il Sudamerica, come testimonia il lungo conflitto tra i mapuche e i Benetton nella Patagonia argentina (www.alganews.it/2020/01/04/mapuche-occupano-terre-dei-benetton-in-patagonia-riprendiamo-cio-che-e-nostro/).
Insomma, un Bolsonaro tutt’altro che sciocco e privo di strategia, come invece spesso viene giudicato per le sue intemperanze più colorite, molti utili – in realtà – a sviare l’attenzione sul vero problema.
La dichiarazione di Bolsonaro è una reazione al manifesto firmato la settimana scorsa dalle 45 etnie indigene del Brasile, che accusano il governo di un progetto politico di “genocidio, etnocidio ed ecocidio” contro l’Amazzonia e i suoi abitanti originari.