CASALE MONFERRATO DICE NO A UNA MANIFESTAZIONE DI FORZA NUOVA

DI MONICA TRIGLIA

Sabato 8 febbraio Forza Nuova, partito di estrema destra, terrà una manifestazione a Casale Monferrato per ricordare l’eccidio delle Foibe (il 10 febbraio è la Giornata del Ricordo). Parteciperanno le delegazioni di Piemonte e Valle d’Aosta, il ritrovo è alle 15 presso la lapide posta tra viale Giolitti e via Vittime delle Foibe.

Un’iniziativa, quella di Forza Nuova, che ha suscitato reazioni e proteste. E ha portato all’organizzazione di una contro-manifestazione – stesso giorno e stessa ora in piazza Martiri – per rimarcare che Casale «è profondamente antifascista».

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L’altra sera ho ricevuto un paio di telefonate da Casale. Che è la mia città e a cui voglio bene, anche se me ne sono andata nel 1989 che sono davvero tanti anni. E’ una città che sì, a volte sembra assopita, ma che rivela una forza straordinaria quando in gioco ci sono valori importanti da difendere.

Mi hanno chiamato per raccontarmi quello che sta succedendo, anzi che sta per succedere. E per spiegarmi perché sabato 8 febbraio cittadini, associazioni, partiti antifascisti scenderanno in piazza per dire no a tutto ciò che rappresenta Forza Nuova. E per rispondere a una manifestazione – quella della formazione di estrema destra – che la città non vuole. Per tante ragioni, e tutte condivisibili.

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Non la vuole l’Anpi, l’associazione nazionale partigiani. «Forza Nuova, che dichiara apertamente la propria provenienza e militanza fascista, ed è ambigua su antisemitismo e negazionismo della Shoah, approfitterà della Giornata del Ricordo per ottenere visibilità distorcendo squallidamente a proprio vantaggio i tragici eventi del confine orientale. Questo avverrà a soli pochi giorni dal ricordo dell’eccidio fascista dei ragazzi della banda Tom aggiungendo così un ulteriore e intollerabile oltraggio a una comunità che, come la nostra, ha pagato un grandissimo contributo di sofferenze e di sangue nella lotta per liberare l’Italia dalla dittatura fascista».

Non la vuole il Pd che in una nota ricorda che Casale «ha pagato un prezzo altissimo a causa della barbarie fascista, con arresti, deportazioni, uccisioni, come quelle dei componenti della Banda Tom, recentemente commemorati». Casale è una città antifascista «e non merita di diventare palcoscenico di un appuntamento di una formazione nostalgica di estrema destra». Inoltre la manifestazione di Forza Nuova «è in collegamento con il Giorno del Ricordo e la commemorazione delle vittime delle foibe che nulla c’entrano con la politica d’odio e le posizione estremiste e neofasciste di Forza Nuova. È gravissimo quindi che si ipotizzi l’occupazione di una piazza, in una giornata di comune e condiviso ricordo di un dramma che colpì molte persone, da parte di chi continua a fomentare rancore e intolleranza».

Non la vuole il gruppo Casale Bene Comune«Non solo per l’arrivo da fuori città di una forza apertamente e dichiaratamente fascista come Forza Nuova, ma anche​ in aperto dissenso con chi divulga e persegue​ ideologie razziste, antisemite, discriminatorie di ogni genere e per chi, non meno colpevole, non ne prende​ ​le distanze. Non ci vogliono patentini o tessere per sentirsi cittadini dell’Italia risorta dalle ceneri della tragedia nazifascista, l’Italia della Costituzione; e Casale Monferrato non può essere il fortino in un mondo che per cambiare in meglio ha bisogno di onestà e fratellanza».

Non la vuole Enrica Morbello Core, 98 anni, casalese e un passato da partigiana. «È assurdo creare a Casale una situazione di odio e rancore quando neppure a Liberazione avvenuta furono usate violenze contro i fascisti locali. Forza Nuova costituzionalmente non ha ragione di esistere. Nessuno nega la tragedia delle foibe, ma contestualizziamola in una situazione di cause ed effetti, nonché di guerra. Vogliamo pace, che si raggiunge solo quando si definisce molto bene chi aveva torto e chi ragione, dov’era il bene e dov’era il male, quali le cause quali gli effetti, chi deve chiedere perdono e chi è martire».

Una reazione collettiva che ha portato a organizzare, sabato alle 15 in piazza Martiri della Libertà (piazza Dante) una manifestazione «per dire no ai razzisti e agli antisemiti, ai seminatori di odio, paura e violenza, alla strumentalizzazione delle vittime delle foibe» spiegano all’Anpi. «E per dire sì a una società plurale e solidale, inclusiva e democratica. Una manifestazione pacifica, democratica e antifascista. Chiamiamo a raccolta tutte le donne e gli uomini, tutte le forze politiche, civiche, sindacali e sociali del territorio che si riconoscono nei valori sanciti nella Costituzione repubblicana, a opporsi democraticamente all’accreditamento di ogni formazione inequivocabilmente fascista. La lealtà alla Costituzione della Repubblica italiana, la Costituzione del nostro Stato, porta con sé il rifiuto della violenza, del razzismo, dell’antisemitismo, del negazionismo della Shoah, della dichiarata discendenza ideale dal nazifascismo. Non possiamo dichiararci neutrali ed equidistanti».

Ci sono momenti in cui bisogna schierarsi. Come ricorda la bella frase di Liliana Segre pubblicata sul volantino dell’Anpi che annuncia la manifestazione. «Ho la paura della perdita della democrazia, perché io so cos’è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi».

  • nella foto in alto la recente commemorazione della Banda Tom a Casale Monferrato.