RIAPRE A RIACE L’AMBULATORIO SFRATTATO DAL SINDACO LEGHISTA

DI MARINA NERI

Ci sono notizie che meriterebbero la prima pagina dei tg o dei giornali. No, non si tratta di un attentato terroristico, non c’è di mezzo Renzi o lo spread. Per una volta i venti di guerra tacciono e la Finanza transnazionale è in tutt’altre faccende affaccendata. Non sono gli abiti, il trucco, le dichiarazioni e neppure le canzoni di Sanremo.

È solo una piccola notizia locale che, però, può dare respiro al mondo ripiegato su se stesso e, forse, senza più respiro perché malato da morire.

Ieri a Riace ( RC) ha riaperto l’ambulatorio solidale Jimuel.

A novembre scorso la notizia dello ” sfratto” dai locali del comune, luogo in cui fortemente Mimmo Lucano aveva voluto fosse costituito il presidio sanitario gratuito per pazienti locali e immigrati.

Nel 2017 quel
” gruppo di persone, medici, professionisti, tecnici, che hanno deciso di trovare un modo efficace ,nella logica del bisogno, per portare la cura dove non c’è”( cfr home page associazione Jimuel) aveva trovato un luogo dove espletare una missione Umana ancor prima che medica.

Poi cambiò il vento. Spirò quello dell’intolleranza che si insinuò persino dentro l’ urna elettorale.

L’esito del voto fu la demolizione, lo ” sfratto della solidarietà”.

Il sindaco eletto, il leghista Trifoli, cominciò dai simboli a picconare la storia di integrazione e solidarietà che rese Riace quel ” Posto del Vento” per sua natura non imbrigliabile e non coercibile.

L’ amministrazione comunale nella persona del suo sindaco, poi dichiarato decaduto qualche mese fa dal Tribunale di Locri per ineleggibilità , aveva ufficialmente chiesto all’Associazione Jimuel , titolare dell’ ambulatorio solidale , di lasciare i locali del comune.

Le stanze adibite ad attività sanitaria , sarebbero servite quale ufficio per il Commissario liquidatore che avrebbe dovuto curare proprio la questione relativa alla gestione migranti post Lucano.

Dopo il decreto sicurezza, dopo la chiusura degli SPRAR si assisteva, così, ad una macroscopica volontà di uccidere il Modello Riace. Si era voluta annientare un’idea , quella della integrazione/ interazione possibile quando non si guarda allo straniero con l’occhio del pregiudizio.

Ma il rancoroso ringhio dell’intolleranza e della propaganda non aveva fatto i conti con la tenacia del Dottor Isidoro Napoli, fondatore della onlus Jimuel, e con l’ostinazione delle persone che credono nel sogno del sorriso condiviso. Jimuel non poteva morire.

Lo dovevano tutti al bimbo filippino amico del Dottor Napoli, morto molti anni prima perché non aveva potuto curarsi nella povertà del suo villaggio e dal cui nome traeva origine quello dell’ ambulatorio solidale.

Così, in una corsa contro il tempo, l’associazione Città Futura ha trovato dei locali alternativi e li ha restaurati. La fondazione ” È stato il vento” ha lanciato una sottoscrizione per una raccolta fondi e ha potuto contribuire a sistemare i locali.

E ieri il taglio di un nastro che non è mai stato una sterile passerella. C’era la gente che conta. Appunto: la gente!
Ospite il Dottore di Lampedusa Pietro Bartolo. Lui conosce tutte le parole che sulla sua isola ha portato il vento, curando migliaia di immigrati, gettati fra le sue braccia dal mare misericordioso.

L’ambulatorio riapre. Per i cittadini di Riace. Per i locali e per coloro che ha portato il vento.

Una notizia da prima pagina. La Resistenza degli umili e degli ostinati, di coloro che hanno un sogno e lo annaffiano anche con l’acqua delle lacrime se occorre.

Il migliore abbraccio per Mimmo Lucano, il testimone ideale dal cuore di suo padre a quello della gente che lui ama.

Quelle notizie che aprono l’anima e fanno gustare una giornata di sole con l’orgoglio di sentirsi uomini.