BUONGIORNO UN CORNO!, LUNEDI’ 10, LA SCIENZA VA PREMIATA …

DI GIANLUCA CICINELLI

Leggere da Londra, ma da qualsiasi altra capitale europea è lo stesso, della distruzione di Roma, fa ancora più male. Cioè non è che non lo sai che non funziona niente, tuttavia dopo che hai passato lunghe giornate in una città dove le scale mobile della metropolitana si sono fermate soltanto in seguito a tre grandi bombe con cui dei terroristi si sono fatti esplodere nel 2005 devastando un incrocio di tre linee della metro, che comunque dopo due settimane aveva già ripreso a funzionare, rende surreale la disquisizione sulle scale mobili rotte, ultima fermata Furio Camillo. Mettiamo da parte la Raggi, Marino dimettiti, Alemanno e la sua band. C’è un punto in cui la politica cede il passo agli amministratori, ai tecnici. Il politico delibera un piano generale e il tecnico lo mette in atto. Ci siamo fin qui? E no, invece è proprio qui che non ci siamo a Roma. Perché in quel momento avviene qualcosa che blocca la città, il passaggio dal politico al tecnico o non avviene o avviene molto in ritardo o avviene male. Proviamo allora a ipotizzare alcuni dei motivo per cui questo avviene.
SPIEGAZIONE GENETICA: Nella ricostruzione della mappa del Dna del tecnico burocrate romano sono state individuate 172 mila varianti rispetto al genoma medio di un altro europeo. 15 mila di queste varianti sono assolutamente anomale e registrate rarissimamente in precedenza, riguardano solo lo 0,0001% della popolazione. Tracce del genoma del burocrate romano sono state rinvenute in antiche culture degli indiani Hopi in America. La cultura Hopi è la meno competitiva al mondo, Un Hopi considera offensiva la competizione, un tradimento del patto di fiducia all’interno dello stesso consorzio umano. L’Hopi non corre, non cerca di primeggiare ed è convinto di discendere direttamente da Marte. Adora un feticcio che è a forma di navicella spaziale. Le malattie più conosciute di questo consorzio sono la noia e la scarsa memoria. Il test mostra un’alterazione rara in un gene che espone a rischi di attività fisica stressante, come alzare il bicchiere durante il pranzo, arrotolare con troppa velocità la forchetta con gli spaghetti, attività che possono portare a strappi dei muscoli delle dita della mano o ad attacchi di panico quando ti offrono un lavoro. La mappa del genoma del tecnico burocrate romano mostra con sufficiente precisione i rischi della depressione connessi all’esposizione a un’attività lavorativa superiore alle dieci ore a settimana. L’unico rimedio che la scienza ha trovato per questa congenita e rarissima distribuzione a casaccio di genoma è un lavoro all’interno di una municipalizzata romana con uno stipendio intorno ai 1300 euro mensili, quattordicesima, oasi di tepore sul luogo di lavoro, mancanza di direttive precise dei superiori. Solo così, ci dice la scienza, il tecnico burocrate romano può sopravvivere agli sbalzi di temperatura tra la propria abitazione e quella del luogo di lavoro. Sono in corso altri studi per osservare le reazioni della mappa del genoma del burocrate romano comparandole con quelle di popolazioni sottoposte a pari stress lavorativo, come i noleggiatori di pedalò in Papua Nuova Guinea.
SPIEGAZIONE PSICHIATRICA: La Sindrome di Charles Bonnet è una malattia devastante tra i tecnici burocrati romani. E’ un disturbo che si può manifestare in persone di ogni età con oltre il 60% di disabilità visiva causata dalla miriade di malattie oculari, dall’infarto al diabete, lesioni in grado di danneggiare la via ottica. Con la diminuzione della vista, i messaggi trasmessi dalla retina alla corteccia visiva rallentano o si bloccano completamente, mentre il cervello si comporta in modo opposto, attivandosi per creare allucinazioni visive, vivide e silenziose, che possono essere innocue come terrificanti. Alcuni ad esempio lamentano di aver visto durante una di queste allucinazioni, che veniva istituito un tribunale speciale che lo costringeva a lavorare sette ore al giorno per cinque giorni a settimana. Il poveretto non è sopravvissuto a questa orribile visione ed è deceduto per la paura, in ogni caso è morto in un giorno che coincideva con il ponte per la ricorrenza dei morti. Altri tornati da quell’infermo psichico, raccontano di aver visto una luce in fondo al tunnel, ma che, dopo essersi accorti che in realtà era la scavatrice della linea D della metropolitana, sono scappati a gambe levate, senza mai guardarsi indietro e gettando del sale alle loro spalle. Al momento le cure sono limitate a lunghi periodi di riposo in cassa malattia, periodi di vacanza in località marine, soprattutto chi gli sta intorno deve fare attenzione a non nominare mai la parola “lavoro” per evitare la recrudescenza di autolesionismo e visioni mistiche che questa provoca nei soggetti affetti da questa sindrome.
TEORIA DELLE STRINGHE: La teoria delle stringhe, nella variante ultima e maggiormente innovativa senza scarpe verso il mocassino, è un nuovo modello fisico derivato dall’osservazione al microscopio di forme di vita del tecnico burocrate romane, in cui i costituenti fondamentali sono le stringhe, cioè oggetti a una dimensione anziché oggetti a dimensione nulla come nelle teorie precedenti, e perciò la teoria delle stringhe evita i problemi connessi alla presenza di particelle puntiformi. La teoria descrive oggetti che possono avere dimensioni nulle (quindi punti), una dimensione (stringhe), due dimensioni (membrane) o possedere un numero D di dimensioni maggiore di due. Provo a riassumere per ci non mastica bene la fisica. Gli oggetti che possono avere dimensioni nulle sono ad esempio gli utenti dell’Atac, quelli che tutti i giorni escono senza sapere se faranno rientro a casa in serata, punti, nullità per il tecnico burocrate romano. Gli oggetti a una dimensione possono essere le buste della mondezza lasciate accanto al cassonetto. Le membrane, cioè le due stringhe con due dimensioni, sono invece i consigli d’amministrazione delle municipalizzate romane. In queste membrane in realtà la vita potrebbe svolgersi in questo momento così come minuti ore o anni fa e minuti ore e anni dopo. Per questo nel dubbio la mondezza resta dove sta e le scale mobili non vengono riparate, perché potrebbe farlo un altro nella dimensione parallela futura e potrebbe avrebbe già fatto qualcuno in una dimensione parallela passata. Il tecnico burocrate romano, che per vocazione è modesto, non interviene in queste piccole scaramucce per timore di provocare un collasso spazio-temporale che metta in discussione la vita sul pianeta.
LA GESTALT: L’idea che l’insieme sia differente e altro rispetto alla somma delle singole parti ha trovato piena conferma scientifica tra le azioni di Atac e Ama, le due aziende municipalizzate di Roma. La teoria della Gestalt rintraccia infatti le basi del comportamento nel modo n cui viene percepita la realtà e non per quella che realmente è. Quella che noi pensiamo sia mondezza per le strade, quelli che noi pensiamo siano autobus in fiamme, quelli che pensiamo essere ritardi o soppressione di corse dell’autobus, le scale mobili rotte in metropolitana, in realtà tutte queste cose esistono solo nella mente dell’utente romano ma non esistono nella realtà percettiva del tecnico burocrate di Ama e Atac. Per quanto riguarda la somma il conto è presto fatto: se tu anche assumi altre duemila persone nell’organico delle due municipalizzate romane non avrai comunque risolto un solo cazzo di problema che sarebbe rimasto comunque irrisolto anche prima.
Rinfrancato da questi ragionamenti, che spiegano finalmente in maniera scientifica il problema antropologico dell’insieme di tecnici burocrati che gestiscono il sistema quotidiano di funzionamento della Capitale, mi appresto a prendere la linea rossa della metro qui a Londra, mentre la voce mi avvisa “Mind the gap”, stai attento alla forbice di spazio tra banchina e treno. Solo che per fare mind the gap a Roma serve il treno oltre alla banchina e non sei iù certo di trovare neanche quello.