CONTE-INZAGHI, RAMPA DI LANCIO. SARRI BRACCATO

di VAnni Puzzolo

Nulla di banale anche nelle 23’ giornata di campionato, il campionato meno banale degli ultimi otto anni, regista la terza sconfitta della Juventus, seconda consecutiva in trasferta, e la zampata di Inter e Lazio.
I neroazzurri si aggiudicano il derby grazie ad una clamorosa rimonta ( da 0-2 a 4-2) e agganciano la squadra di Sarri in vetta alla classifica, mentre la squadra di Inzaghi espugna Parma ( che urla contro l’arbitro) e arriva a -1 dalle due battistrada.
Campionato apertissimo e avvincente come non mai.

ALLEGRISMO E SARRISMO MEGLIO IL RONALDISMO

Alla Juventus si interrogano su questa improvvisa crisi, che, seppur ancora capolista, e avvantaggiata dallo scontro diretto, che coinvolge tutta la squadra, meno il fenomeno portoghese che arriva a segnare per la decima volta consecutiva a 35 anni compiuti.

La sconfitta di Verona, inaspettata, ha comunque matrice da lontano: i bianconeri troppo spesso hanno dato l’impressione di essere una grande incompiuta, a metà fra le nozioni pratiche di Allegri e il neo-romanticismo di Sarri, ne esce, spesso, una squadra che fa un grande possesso di palla, spesso sterile, che trova il gol grazie alla incredibile e costante vena di Ronaldo, ma non riesce a dare alla difesa quella impenetrabilità che aveva invece con Allegri.
Senza le reti di Ronaldo, autore negli ultimi tre mesi del 70% del fatturato bianconero, nessuno segna, Sarri continua a “ bestemmiare” tenendo fuori Dybala, Higuain non trova quasi mai il guizzo vincente e la squadra si perde spesso in leggerezze e superficialità dannose e fatali ( come il tacco di Bentancur e il passaggio sbagliato di Pjanic, in occasione del pareggio di Borini).

Giocare a Verona e contro le squadra di Juric, si sapeva, non era facile, la Lazio lo aveva appena sperimentato, ma anche Milan e Inter hanno trovato grosse difficoltà, ma il ritmo forsennato con cui gli scaligeri hanno aggredito nel primo tempo la Juventus, doveva essere preventivabile e arginato, invece i bianconeri lo hanno subito, sono stati salvati dal Var, per un fuorigioco di mezza scapola di Kumbulla, e,come capita spesso, a metà ripresa la zampata del fuoriclasse portoghese sembrava consegnare anche questa volta i tre punti.
La meravigliosa squadra di Juric ha invece reagito alla grande, ha approfittato del regalo confezionato dal duo Bentancur-Pjanic e poi è stata risarcita dal Var per quello che gli aveva tolto nel primo tempo: il tocco di pugno di Bonucci costa il rigore che trasforma il veterano Pazzini, che è lo stesso, per chi crede ai corsi e ricorsi storici, che consegno’ lo scudetto all’Inter segnando a Roma con la maglia della Sampdoria.

Il calendario arride alla Signora, domenica turno agevole in casa con il Brescia, dove è approdato il nuovo tecnico Lopez, il terzo, e scontro diretto fra Lazio e Inter che potrebbero consentire a Sarri di ritornare in testa da solo, ma non c’è dubbio che debba risolvere diversi problemi di cui anche la condizione atletica che non sembra al meglio.

I FALLIMENTI DI CONTE, ICARDI E I CIARLATANI

Ricordate là polemiche di Conte con un quotidiano sportivo autorevole? Reo di aver pubblicato una lettera dove un tifoso parlava dei suoi fallimenti ( quali poi? essere uscito dalla Champions in un girone di ferro dove era terza forza, lo è?) e gli si dava dell’esaurito?
Con rincaro della dose del giornalista che ironizzava sulla partenza di Icardi? ( no Icardi no party) ecco Conte dimostra con i fatti sul campo, ( meglio che con i silenzi stampa che non ci piacciono) che erano accuse da ciarlatani.

L’Inter prende due cazzotti nel derby che avrebbero steso un toro, barcolla, ma non molla, perché le squadra di Conte non mollano mai, e con una ripresa monstre recupera e ribalta clamorosamente la gara, scrivendo un 4-2 che rimarrà storico negli annali del derby, oltre che importantissimo per questa apertissima lotta scudetto.

Il Milan domina un tempo, Ibrahimovic segna e fa segnare, l’Inter paga l’assenza di Handanovic ( ahi Padelli) e va sotto, ma la ripresa è da film eroico, raggiunge il pareggio con un uno-due Brozovic-Vecino e poi domina il campo e trova una vittoria clamorosa e indimenticabile con De Vrij e il solito Lukaku, alla 17’ segnatura, che eguaglia Ronaldo interista segnando, al primo anno, in entrambi i derby.

A Pioli non rimane altro che leccarsi le ferite e ricaricarsi, prendendo di buono quello fatto nel primo tempo e capendo che oggi il Milan è troppo inferiore all’Inter.

I NUMERI NON MENTONO

Un po’ di numeri di Conte, così, tanto per farne risaltare la sua performance: 11 punti in più di anno scorso dell’Inter di Spalletti che a questo punto del campionato era a-20 dalla Juve di Allegri, e, se guardiamo la formazione di ieri, senza Handanovic e Sensi, con Lukaku al posto di Icardi ( che a parer nostro fa tutta la differenza del mondo, per intenderci, ma che a par di altri soloni, era invece un handicapp grave) senza Martinez, con Candreva al posto di Politano e con Young al posto di Asamoah e Godin al posto di D’Ambrosio, insomma l’unico vero rinforzo risultava essere, ieri sera, Barella.
Difficile sostenere che questa squadra valga 11 punti più di quella dì Spalletti-Icardi.

Ma la vera differenza la fa Conte, che può non essere simpatico, può non piacere in alcune forme di comunicazione e lamentele, ma non c’è dubbio che riesca ad entrare nella testa e nell’anima dei giocatori, riesca a tirar fuori tutto, e riesca soprattutto a infondere una mentalità vincente, che magari può non vincere, ma che sicuramente non molla mai.
Marotta lo aveva detto: l’acquisto vero top-player è lui, ora magari anche Eriksen.

INZAGHI SOFFIA SUL COLLO, IL VAR FA DISCUTERE

La Lazio non perde colpi, e dopo aver sprecato nel recupero con il Verona la possibilità di andare addirittura in testa da solo ( ma la compagine di Juric abbiamo visto quanto sia tosta), sbanca Parma con un gol dell’altro bomber, silenzioso, ma sempre efficace, come Caicedo e domenica si gioco molto nello scontro diretto con l’Inter.

Il Parma si lamenta, e a ragione, ci sono stati due episodi dubbi, soprattutto uno a tempo scaduto, in aerea laziale, da grandi dubbi, che però l’arbitro Di Bello ha preferito giudicare da solo senza chiedere l’intervento della tecnologia.
È successo così anche a Napoli, dove, è giusto premetterlo, il Lecce ha vinto con merito, ma il giovane e promettente arbitro Giua ha valutato da solo, ritenendolo una simulazione, un fallo da rigore su Milik.
E anche il Napoli, con garbo, ha protestato.

Il Var continua ad essere croce e delizia, aiuta gli arbitri a sbagliare di meno, ma aiuta, quelli che hanno voglia di farsi aiutare, ci sono alcuni che preferiscono non avvalersi della tecnologia, ( le disposizioni sono queste in realtà: se hai visto e giudicato tu, non serve andare alla review, fidati di te, questo è la raccomandazione del designatore ) e così finisce che si fa fatica ad arrivare a decisioni omogenee, e la confusione regna, sembra quasi che ci sia una lotto di potere intestina, servirebbe che Rizzoli chiarisse e che soprattutto certe decisioni venissero spiegate, anche a fine gara, ma parliamo di chimere.

Oltre al clamoroso tonfo casalingo del Napoli ( nonostante i richiami di Gattuso che parlava alla vigilia di partita-trappola) ad opera del Lecce che ora guarda la zona rossa con un distacco di 3 punti, si è verificata la altrettanta clamorosa disfatta della Roma all’Olimpico contro un sempre più sorprendente Bologna che con questa vittoria si attesta al settimo posto, ad un punto dal Verona ora sesto e in Europa Legue.
La squadra di Fonseca, dopo aver disputato un ottimo derby, si è persa, e le tante assenze non possono giustificare questa debacle, dopo la sconfitta si Sassuolo, questa casalinga con il Bologna e quarto posto per ora lontano 3 punti e di appannaggio dell’Atalanta.

La squadra di Gasperini vince bene a Firenze in rimonta, e conquista il quarto posto, inutile dirlo l’Atalanta e il Verona, non a caso, Gasperini è il mentore di Juric, o se volete, Juric è l’allievo di Gasperini, sono le due squadre che esprimono il gioco migliore.

Buio pesto ancora a Torino che non si gioca del licenziamento di Mazzarri, sostituito dal cuore granata Longo, Verdi illude, poi la Sampdoria rimonta e vince.

In cosa oltre il Lecce fa un bel passo in avanti il Genoa che batte il Cagliari, mentre per la Spal arriva l’ennesima sconfitta casalinga che comporta il licenziamento di Semplici, autore delle promozioni e della salvezza di anno scorso, al suo,posto arriva l’ex tecnico dell’ Under 21 Gigi Di Biagio, ma difficile fare miracoli.

Il Brescia conquista con il nuovo tecnico Lopez un punto con l’Udinese che però fa felici solo i friulani.
Domenica ci aspetta un’altra giornata elettrizzante di questo stupendo campionato.