BUONGIORNO UN CORNO!, MARTEDI’ 11, SPESE PER LA GIUSTIZIA…

DI GIANLUCA CICINELLI

Se il governo cadesse sulla questione della prescrizione saremmo un Paese serio. Ma non cadrà il governo sulla prescrizione statene certi perché il nostro non è un Paese serio. Dividersi lealmente su questo tema vorrebbe dire che ci sono due idee di diritto, quella incivile e anticostituzionale di M5s, complice il Pd che per un posto al governo voterebbe anche l’obbligatorietà dell’azione penale contro l’abolizione dei savoiardi nel tiramisù, e quella figlia della Costituzione italiana per cui “in dubbio pro reo” che quando la giustizia non riesce a compiere il suo percorso viene in aiuto del cittadino inquisito. La prescrizione significa semplicemente che se i tempi della giustizia si allungano a dismisura per l’imputato, cioè se la giustizia non segue il suo giusto corso, interviene la legge per dire stop a processi infiniti. Certo, alcuni di questi processi riguardano scottanti scandali italiani, riguardano la mafia, la criminalità organizzata, ma altre migliaia di processi costringono inermi cittadini a essere imputati per venti anni della loro vita per poi vedere “recuperato l’onore” quando ormai per tutti sei quello inquisito e non quello assolto dopo venti anni. Se si vogliono salvare i processi importanti come quelli contro le mafie, basterebbe dotare la giustizia di strumenti in più, personale uffici, appoggio di polizia giudiziaria, ma credete che qualcuno li abbia proposti se non in un futuro molto molto ipotetico? Se voi andate sugli strumenti digitali messi a disposizione da Camera e Senato, trovate molte cose che tolgono argomenti ai politici. Per esempio tra le aree tematiche della Camera, ramo Giustizia, troviamo che  la legge di bilancio 2019-2021 autorizza, per lo stato di previsione del Ministero della giustizia, spese finali, in termini di competenza, pari a 8.582,1 milioni di euro nel 2019, a 8.579,8 milioni di euro per il 2020 e 8.403,8 milioni di euro per il 2021. Con riferimento specifico alle previsioni di spesa per il 2019, la legge di bilancio espone spese finali in aumento rispetto al 2018, in termini assoluti, in misura pari a 324,3 milioni di euro (+3,9%). Tale differenza positiva deriva dagli effetti congiunti di un aumento delle spese di parte corrente pari a 221,3 milioni di euro e delle spese di parte capitale pari a 103 milioni di euro. Gli stanziamenti di spesa del Ministero della giustizia autorizzati dalla legge di bilancio si attestano, in termini di competenza, nell’anno 2019 in misura pari all’1,3% della spesa finale del bilancio statale, percentuale che si mantiene inalterata anche per la restante parte del triennio, in continuità rispetto agli esercizi precedenti. Dunque la Giustizia, intendendo per Giustizia quelle Procure dove mancano anche le scrivanie per posare un pc, è così importante per i soggetti che adesso addirittura vogliono far cadere il governo su una questione di giustizia, ma quando hanno votato, tutti, la legge di bilancio, si sono ben guardati dall’indirizzare un aumento di spesa reale in quel settore.  La Giustizia è così importante per M5S, Pd, Italia Viva, Lega, FdI, e FI che non hanno spostato un solo decimo di punto percentuale per far fronte alle spese che rafforzerebbero il settore e renderebbero più rapidi i processi.  Quindi, riassumendo gli attori presenti: M5S segue la sua linea incivile e sovietica della presunzione di colpevolezza di tutti i cittadini, Pd si accoda a M5S perchè altrimenti non governa, Lega FdI e FI hanno talmente tanta gente sotto inchiesta che senza prescrizione non avrebbero strutture di partito (si esagera per paradosso ma non tanto), Renzi diventa invece paladino della prescrizione semplicemente per occupare una posizione oggi vuota nell’area di governo. Della prescrizione e dei diritti del cittadino in questo scontro non ne tiene nota nessuno. Cosa accade quindi adesso, che chi mal digeriva la prescrizione dentro al governo è ora costretto non solo a votarla ma a trovare una ventina di deputati che mettano al riparo la maggioranza da sorprese in aula. Gianni Letta, sì ancora lui, è al lavoro da giorni, recuperando i soliti “responsabili” che voterebbero per opportunismo qualsiasi cosa e non gratis, e ristabilendo l’asse che fu del Nazareno, cioè di Renzi, con Zingaretti al posto di Renzi e tagliando fuori il leader di Italia Viva anche nel progetto di recuperare i pezzi in libera uscita di Forza Italia. Questo è ciò che sta accadendo in nome della prescrizione nel Parlamento italiano, tutte le altre liti sulla prescrizione in sé sono pretesti per mascherare la lite da comari che a tutto porterà meno che alla caduta del governo. La situazione è così vergognosa che nemmeno gli indignisti professionisti de Il Fatto Quotidiano, quelli che s’indignavano per qualsiasi cosa quando M5S stava all’opposizione, hanno più il coraggio di metterci la faccia se non per attaccare blandamente Renzi. In questi casi, quando non sai dove sbattere la testa per gli eccessi di politicismo dei partiti, che prescinde dalla bontà o malvagità dei provvedimenti, l’unico spazio che resta a chi ragiona è andare dritti al punto da dibattere. La legge sulla prescrizione va mantenuta così come previsto dai padri costituzionali semplicemente perché è giusta e garantisce pari opportunità ai cittadini poveri come a quelli ricchi di uscire vivi da un processo. Questo è l’unico motivo per essere contrari alla sospensione della prescrizione.