LA DIFFICOLTÀ DI MOLTI DAVANTI ALLA PAROLA FOIBE

DI FLAVIA PERINA

Raccontare il Novecento è sempre un problema, ma trovo inspiegabile la difficoltà di molti davanti alla parola Foibe e anche l’ansia di “contestualizzare”, come si dice. C’è sempre un contesto nelle guerre, negli eccidi di civili, quando si scoperchia il vulcano della crudeltà umana. C’era un contesto a Srebrenica, c’era un contesto negli stupri di massa delle truppe francesi in Ciociaria, immagino ci fosse un contesto persino nel genocidio degli indiani d’America o degli armeni o dei curdi. Quel che ho imparato io del Novecento è che il contesto non giustifica l’orrore in nessun caso, ne’ lo modifica, ne’ può alterarne la percezione. Le persone vengono prima del contesto. Se butti gente in un crepaccio e la lasci morire non c’è contesto che tenga.