PERUGIA. CHIESA DI SANTA MARIA NUOVA, ANDREBBE APERTA PIÙ SPESSO

DI VANNI CAPOCCIA

Passando stamattina in Via Pinturicchio ho visto che, contrariamente al solito, la chiesa di Santa Maria Nuova era aperta.

Nonostante la penombra rivedendola ho avuto la conferma che non solo è una delle chiese più importanti di Perugia, vi si trasferirono i Serviti di Santa Maria dei Servi quando la loro bellissima chiesa fu abbattuta per volere papale per costruire la Rocca Paolina, ma anche una delle più belle.

Insieme alla Chiesa di Santa Maria di Monteluce e la “Chiesa Nova” di Via dei Priori una di quelle bellezze che se ben pubblicizzate consentirebbero di prolungare la sosta a Perugia del turismo culturale.

Appena si entra a destra l’ingresso all’Oratorio con un quadro del Pellegrini chiaramente tratto da un cartone di Federico Barocci, per togliere ogni dubbio sulla sua origine vi sono addirittura dipinti i “Torrioncini” del Palazzo Ducale d’Urbino città natale del Barocci. Proseguendo il crocefisso ligneo di Giovanni Tedesco, con quello di San Pietro il suo capolavoro. Poi uno dei più terrificanti gonfaloni del Bonfigli, l’altare ligneo degli “Oltremontani”, la bara di Braccio Baglioni. Dietro l’altare Il coro ligneo tardogotico che con quello manierista di san Pietro e i due rinascimentali della Cattedrale e di sant’Agostino è uno dei grandi cori perugini. A sinistra dell’altare la cappella affrescata da un pittore perugino-camerte individuato da Pietro Scarpellini chiamato ora “Maestro del Trittico del 1454″, un peccato che gli affreschi – in un’eventuale mostra perugina alla Galleria nazionale dell’Umbria sul Boccati vi potrebbero essere benissimo inseriti – siano ora occultati dalle ante di un portone ligneo messe lì. Per finire con il grande organo in alto sopra l’uscita.

Chiesa che è anche una specie di Pantheon di perugini illustri seppelliti e andrebbe aperta più spesso consentendo la visita anche alla bellissima sagrestia lignea.

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