ELEZIONI USA: LUNGA E DRITTA CORREVA LA STRADA. IL CAMMINO È APPENA INIZIATO

DI FULVIO SCAGLIONE

La strada è ancora moooolto lunga. Ma la vittoria di Buttigieg nell’Iowa e quella di Sanders nel New Hampshire, insieme alle povere performance di Biden, dimostrano che il Partito Democratico non ha risolto il suo vero problema. Ovvero, l’abisso che separa l’apparato (che vuole un candidato centrista che sia espressione del partito) da una parte consistente dell’elettorato. Sia Buttigieg (per generalizzare, centrista) sia Sanders (radical) sono espressione di una voglia di rinnovamento che Biden non può incarnare. E’ un problema che condizionò le elezioni del 2016. Non se ne parla più, ma le mail del Partito democratico hackerate dai russi e diffuse da Wikileaks, dimostravano che l’apparato di partito aveva sabotato la corsa alla candidatura di Sanders per favorire Hillary Clinton. Tanto che Sanders pretese le dimissioni di Debbie Wasserman Schultz, presidentessa del partito, e le ottenne. L’apparato del Partito Repubblicano, di fronte allo stesso dilemma, scelse di consegnarsi al detestato outsider Donald Trump. I democratici faranno altrettanto consegnandosi al non molto più amato Bloomberg?