IBRAHIM GAYE, NON SARAI SOLO NELLA TUA LOTTA CONTRO LA LEUCEMIA.C’È UN’ITALIA CHE È CON TE

DI LEONARDO CECCHI

Questo ragazzo che vedete qui si chiama Ibrahim Gaye.
Ha 18 anni. E’ arrivato in Italia, in Sicilia, 4 anni fa dal Gambia. E soffre di leucemia.

E’ solo, perché ha perso i genitori tanto tempo fa. Ha avuto una vita difficile, ma non si è mai arreso. Anche perché ha un sogno: diventare un calciatore. Ma ora ha la leucemia, e la deve combattere. Lotta Ibrahim. Come ha sempre fatto sin dal giorno in cui ha attraversato il Sahara. E sogna di rimanere qui perché “io, Ibrahim Gaye, voglio vivere e voglio essere siciliano. Rifarei tutto quello che ho fatto. In Gambia sarei già morto. Qui, invece, mi possono curare. Posso ancora farcela. Quando sono arrivato a Lampedusa, ho provato una felicità come mai prima. Sul gommone avevo creduto nuovamente di morire. Si era rotto il motore ed entrava acqua. Quando ho toccato terra, ho pensato: “Ce l’ho fatta. Ora posso scegliere la mia vita”.

C’è un’Italia, caro ragazzo, che oggi è con te. Perché ti vede per ciò che sei: un figlio, un fratello, un amico. Un essere umano che ha passato momenti difficili e che ne sta passando un altro non bello. E che per questo ti dà tutto il suo supporto, il suo calore. Sei un piccolo grande uomo, e ce la farai. Ce farai ancora a sconfiggere la malattia. Ce la farai a rimanere in Italia. Ce la farai a diventare ciò che vuoi.

Dal più profondo del cuore, siamo con te. Lo siamo sempre stati. E lo saremo sempre.