“IRRAGIONEVOLI” ED IN MALAFEDE, UNA NUOVA SENTENZA CONTRO IL NUOVO AEROPORTO DI FIRENZE

DI LUCA SOLDI

 

 

 

Arriva, con una straordinaria coincidenza di tempi con la partenza della campagna elettorale di Eugenio Giani, la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il ricorso, di Toscana aeroporti contro la decisione del Tar toscano verso la costruzione di un vero e proprio nuovo aeroporto fiorentino.
La sentenza giunge dopo che il tribunale amministrativo regionale ormai l’anno scorso aveva annullato il decreto di Via per il masterplan di potenziamento dello scalo fiorentino. Erano emerse numerosi, decine di irregolarità, di rischi, di prescrizioni che con convinzione il tribunale aveva sposato.
Questo naturalmente non aveva bloccato gli interessi spesso oscuri che si celavano dietro quanti definivano l’opera utile, indispensabile

La destra, con la coda fra le gambe, si affanna nel dire che sono stati errori clamorosi, cavilli ed incapacità dei progettisti, dei relatori in fase di “costruzione” della documentazione per la VIA, Valutazione Impatto Ambientale.
Nel Pd che proprio ieri aveva quasi osannato Eugenio Giani al Politeama Pratese emergono dubbi e posizioni variegate a cavallo fra chi minimizza e chi si schiera nell’area del No Aeroporto. Fra chi vuol acquietare e quanti pensano che si debbano prendere importanti decisioni politiche.
Arrivano forti le parole delle istituzioni regionali, di Enrico Rossi che in merito a questa seconda sentenza di un tribunale della Repubblica ha detto chiaramente che non si fermerà e che metterà in atto tutte le possibilità affinché il nuovo aeroporto di Firenze vada avanti.
Il presidente ormai prossimo alle dimissioni ha ribadito: “Aspettiamo di leggere le carte e
poi daremo una risposta circostanziata: in ogni caso andremo avanti”.
Il Consiglio di Stato, ha invece sposato le conclusioni del Tar della Toscana, “sono infondati nel merito e debbono essere respinti” l’appello principale proposto da Toscana Aeroporti e gli appelli incidentali proposti da Comune di Firenze, Regione Toscana, Enac, ministero dell’Ambiente e ministero dei Beni culturali.

“La lettura congiunta delle valutazioni svolte dalla Commissione Via unitamente al contenuto delle correlate ‘prescrizioni’ denota la manifesta irragionevolezza del giudizio positivo da questa espresso, e quindi dell’impugnato decreto che lo recepisce”, si legge nella sentenza ormai pubblica che “appare quindi condivisibile la considerazione del Tar secondo cui le scelte progettuali, relative ad aspetti qualificanti del progetto, devono essere verificate in sede di Via, e non già in sede di verifica di ottemperanza alle prescrizioni”.

Per il Consiglio di Stato “il raffronto tra le valutazioni della Commissione e il contenuto delle prescrizioni consente poi di concludere che essa non si è limitata a dettare condizioni ambientali ma, da un lato, ha imposto la ricerca e/o lo sviluppo di nuove soluzioni progettuali, dall’altro ha richiesto l’effettuazione e/o l’approfondimento di studi che avrebbero dovuto essere presentati ex ante ai fini dell’ottenimento della Via e non semplicemente verificati ex post in sede di ottemperanza”.

Le prime reazioni di Toscana Aeroporti “verificherà le condizioni e le azioni da intraprendere insieme agli enti competenti, in primis Enac, per portare avanti il progetto” di potenziamento dell’aeroporto di Firenze. “Prendiamo atto della sentenza del Consiglio di Stato”, ha dichiarato la società, spiegando che “nel pieno rispetto della sentenza odierna, ma al contempo nella ferma convinzione della necessità dell’aeroporto di Firenze di dotarsi di una nuova pista e di un nuovo terminal per rispondere alle evidenti criticità infrastrutturali”.
Il lavoro compiuto, ricorda Toscana Aeroporti, “è stato realizzato seguendo i pareri e le indicazioni dei ministeri competenti e della competente commissione Via, in virtù dei pareri positivi ottenuti dalla Commissione nazionale Via” oltre che dei ministeri dell’Ambiente, dei Beni culturali e delle Infrastrutture, una vera ammissione di poca professionalità che fino ad ieri non emergeva affatto.
Soddisfatti invece tanti cittadini, tanti militanti, tanti giovani che trovavano ultimamente contraddittorie certe dichiarazioni politiche ma anche certi tentennamenti di associazioni ambientalistiche che sul nuovo aeroporto sembravano un po’ troppo appiattite nei confronti di quei vertici che avevano sposato una candidatura unitaria della sinistra ma deficitaria sui veri tempi del mondo green.
Soddisfatti soprattutto i comitati che da anni combattono una battaglia spesso solitaria ed emarginata dai grandi partiti e dai grandi media troppo spesso influenzati dalle enormi risorse messe a disposizione da quanti vogliono la costruzione di questa grande inutile e dannosa opera.
È verso di loro il senso di gratitudine di tanti abitanti della Piana, di tanti cittadini toscani che hanno a cuore i temi ambientali e che in questi giorni stanno portando avanti altre battaglie per portare all’attenzione delle forze politiche questioni come la terza corsia autostradale sulla Firenze Mare, le comunicazioni infrastrutturali all’interno della Piana stessa ma anche le vergognose vicende legate allo smembramento del Padule di Fucecchio e delle autorizzazioni ai prelievi di marmo nelle cave delle Apuane.
Fra le figure istituzionali che si sono espresse in modo favorevole alla sentenza il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, che ha chiaramente parlato di “una giornata straordinaria, storica per Sesto e per tutta la Piana”.
Ed ancora: “Questa sentenza a lungo attesa mette la parola fine ad una vicenda che si è protratta troppo a lungo e che ha visto la politica venire meno ai propri compiti. I giudici hanno riconosciuto la fondatezza delle ragioni portate avanti da sei comuni e delle preoccupazioni di quasi 400 mila cittadini. Finalmente abbandoniamo un progetto incompatibile con il nostro territorio, in contraddizione con la sfida al cambiamento climatico, realizzato nell’interesse di pochi con tanti soldi pubblici”
“Da domani” ha concluso il sindaco di Sesto, “dovremo essere capaci di ripartire, di restituire al Parco della Piana il suo ruolo di elemento ordinatore e da lì impostare una strategia di sviluppo sostenibile e lungimirante”