LE DUE QUESTIONI IN EVIDENZA SU CASO GREGORETTI: LA POLITICA E IL MERITO

DI NICOLA FRATOIANNI

Sul caso Gregoretti ci sono due questioni in tutta evidenza: una questione politica e uno di merito. C’è innanzitutto un dato politico che sfiora il ridicolo: in questi mesi il protagonista di questa vicenda, Salvini, ha dichiarato in modo tronfio che lui sarebbe andato senza nessuna paura al processo, addirittura ha fatto votare i senatori della Lega a favore in Giunta delle Autorizzazioni. Poi via via è stato sempre più in imbarazzo.
Poi c’è una questione che riguarda il merito ed è assai più importante.
Il Senato doveva decidere e ha deciso di autorizzare un potere autonomo dello Stato di giudicare rispetto alla legittimità di scelte e di atti concreti compiuti da un ministro che riguardano la vita di persone e che sono stati motivati con la difesa dei confini e della sicurezza dello Stato.
Io continuo a chiedermi, di fronte alla propaganda di Salvini, se una nave della Guardia Costiera del nostro Paese, militari italiani quindi e non pericolosi sovversivi, con a bordo 131 poveri disgraziati che rischiavano di affogare, costituiva e costituisce un pericolo per l’Italia. Una tesi ridicola e offensiva.