SALVINI ANDRÀ A PROCESSO SU CASO GREGORETTI. FALLITO IL PIANO DELLA LEGA

DI LEONARDO CECCHI

I parlamentari leghisti si sono dati dalla fuga. E l’autorizzazione è stata appena data: Matteo Salvini andrà a processo sul caso Gregoretti. E’ deciso.

Lo apprendiamo con soddisfazione. Ma fermi, perché tale soddisfazione non data dal risentimento. Né, peggio ancora, da qualsivoglia spirito di vendetta. Non c’è spazio per queste cose quando si parla di politica, di giustizia, di istituzioni. Almeno quando a farlo siamo noi.

Tale soddisfazione è data dal vedere che il grottesco piano che un partito, la Lega, aveva messo in piedi per questo caso, finalizzato prima ad evitarne le conseguenze e poi a trasformare il caso stesso in un vero e proprio circo mediatico, è oggi fallito. Miseramente fallito. Per questo gioiamo. Perché se così non fosse stato, il precedente aperto sarebbe stato gravissimo: un ministro di una democrazia imputato per aver abusato del proprio potere, addirittura per sequestro di persona, che non solo scampa dal processo, mandando il messaggio di essere al di sopra della legge. Ma che addirittura si spinge oltre e quel caso lo ridicolizza trasformandolo in uno show per fini elettorali.

Sarebbe stata la tomba della giustizia. E la tomba del decoro istituzionale. Non potevamo accettarlo. Non potevamo tollerarlo.

Per questo, oggi, tiriamo un sospiro di sollievo. Un gran sospiro di sollievo. Perché abbiamo evitato di fare non un passo indietro.

Ma un miglio.